Da Badalamenti Cucina e Bottega è Scandura il nuovo chef. I suoi piatti in abbinamento ai vini di Tasca d’Almerita - BESicilyMag
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“Badalamenti cucina e bottega incontra i territori del vino”, il ciclo di cene che mette insieme i piatti del locale palermitano con alcune delle cantine più prestigiose della Sicilia ha avuto il via con i vini delle tenute Tasca d’Almerita raccontati da Corrado Maurigi, responsabile della Tenuta di Regaleali.

Durante la cena speciale, i fratelli Badalamenti hanno anche presentato il nuovo chef del locale, Claudio Scandura. Palermitano doc, trentenne, Scandura ha fatto numerose esperienze presso le cucine di stellati siciliani e anche all’estero, in Brasile, prima di approdare dietro i fornelli del celebre ristorante che si trova nella borgata marinara di Mondello. Qui per la prima volta è lui a guidare la sua brigata e questo lo entusiasma. “I miei piatti seguono semplicemente la filosofia di Badalamenti. Ho a mia disposizione delle ottime materie prime e cerco di valorizzarle al meglio, osando a volte negli accostamenti ma sempre e solo per ottenere un piatto che appaghi, senza forzature”. Nel corso della serata i piatti, uno dietro l’altro, si sposano perfettamente con lo stile del locale e con quella cucina goduriosa che Badalamenti ha sempre promesso, capace di combinare gusto, qualità e leggerezza.

“Non siamo solo il ristorante di pesce che ti aspetti a Mondello – dice Marco Badalamenti, titolare insieme ai fratelli Luca e Mimmo -, da noi trovi piatti di carni pregiate, dal suino iberico al suino dei Nebrodi al foie gras; piatti vegetariani con materie prime di stagione, per esempio i porcini dell’Etna o delle Madonie, il tartufo piemontese o quello di Palazzolo Acreide, in estate. La varietà segue la stagione. E con Claudio Scandura seguiremo questa linea, manterremo altissima la qualità, lasciandogli la possibilità di esprimersi per innovarci, continuamente”.

Il viaggio gourmet si alterna a quello che Corrado Maurigi, con le sue narrazioni, lascia fare agli ospiti conducendoli lungo le cinque tenute della pluripremiata cantina Tasca d’Almerita. Parliamo di un percorso che attraversa il continente Sicilia e la sua immensa diversità. Si parte infatti con la leggerezza del carpaccio di gamberi con salsa di mandorle e agrumi in abbinamento al Grillo di Mozia 2021, Tenuta Whitaker nell’antica zona fenicia nell’isola dello Stagnone, in provincia di Trapani. Seguono i ravioli di burrata con salsa ai funghi porcini e ricci di mare degustati con Tenuta Regaleali – Nozze d’oro 2019, un vino tradizionale che racconta una storia di famiglia, ma che oggi è decisamente contemporaneo. Può tenere la bottiglia per chissà quanti anni ancora. Ha profumi delicati di zagara e agrumi, il sorso fresco e persistente. Gustosi i cavatelli con ragù di maialino nero e fonduta di ragusano in abbinamento a Tenuta Tascante – Ghiaia Nera, piena espressione del versante Nord est dell’Etna. Si ritorna in provincia di Palermo, nel territorio di Monreale, a Tenuta Sallier de La Tour con il Syrah La Monaca 2019, intrigante con le sue note fresche e balsamiche in abbinamento al secondo dello chef, costolette e controfiletto di agnello alle erbe con cipollotto arrosto e il suo fondo. SI chiude con una Creme brulé alla Malvasia e scaglie di cioccolato. Il viaggio in Sicilia, tra le Tenute di Tasca d’Almerita termina a Capofaro, a Salina, l’isola più autentica delle Eolie, dove la famiglia Tasca ha realizzato la splendida locanda circondata da filari affacciati sul mare, e dove produce la Malvasia Passito, in abbinamento al dolce dello chef.

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