Sicilia, primi anni Duemila. Dopo alcuni anni in prigione per mafia, Catello, politico di lungo corso interpretato da Toni Servillo, ha perso tutto. Quando i Servizi segreti italiani gli chiedono aiuto per catturare suo figlioccio Matteo, l’ultimo grande latitante di mafia in circolazione e interpretato da Elio Germano, coglie l’occasione per rimettersi in gioco. Prende così vita uno scambio epistolare con il latitante, nel quale il protagonista cercherà di approfittare dei vuoto emotivo del boss latitante. Questa la vicenda al centro di Iddu, pellicola dal cuore tutto siciliano in concorso all’81° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e in uscita nelle sale italiane dal 10 ottobre. Proiettato ieri, giovedì 5 settembre, in anteprima mondiale, l’opera di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza ha riscosso grande successo e una pioggia di applausi.
Un po’ di Sicilia all’81° Festival del cinema di Venezia
A partire dal titolo in dialetto siciliano, dalla regia al cast, fino alle musiche, Iddu si fa carico di portare un pezzo di Sicilia all’81° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, non solo registi ma anche autori della pellicola, sono entrambi palermitani. O quanto meno di origine, visto che il secondo è nato a Milano, ma mantiene solido il suo rapporto con l’Isola. Nei panni dei protagonisti, Catello e Matteo, ci sono il napoletano Toni Servillo e il romano Elio Germano, che recitano al fianco del cast tutto siciliano composto da Giuseppe Tantillo, Fausto Russo Alesi, Filippo Luna, Rosario Palazzolo, Vincenzo Ferrera e Maurizio Marchetti.
Ma la sicilianità del film arriva a toccare persino le colonne sonore della pellicola, composte dal musicista e contante Colapesce, pseudonimo di Lorenzo Urciullo.
“Iddu”, il film su Messina Denaro al Festival del cinema di Venezia
“L’idea iniziale di questo film è nata dalla lettura dei numerosi pizzini ritrovati nel corso della lunga latitanza del capomafia Matteo Messina Denaro” hanno spiegato i registi Fabio Grassadonia e Antonio Piazza. “Attraverso queste insolite lettere, il boss gestiva la sua vita in clandestinità e i suoi affari. I pizzini trascendevano però la funzione pratica di comunicazione criminale e lasciavano emergere aspetti della sua personalità e la natura del mondo tragico e ridicolo che intorno a lui volteggiava spericolatamente. Traendo libera ispirazione dai pizzini, Iddu racconta il carteggio fra Matteo, principe riluttante di un mondo insensato, e Catello, maschera grottesca di solare amoralità. Con i due personaggi ci immergiamo nel vuoto dentro il quale un popolo sguazza come fosse un gran mare baciato dal sole e dagli dei”.
Iddu è un racconto incentrato sull’umanità dei suoi personaggi che, dietro i ruoli imposti dalla società e le maschere che indossano ogni giorno, nascondono le contraddizioni e le debolezze che accomunano ogni individuo.













