Il 15 novembre ricorre il 104° anniversario della nascita di Gesualdo Bufalino, scrittore e intellettuale siciliano di straordinario spessore. Nato nel 1920 a Comiso, paesino in provincia di Ragusa, è stato uno dei protagonisti della letteratura italiana del Novecento, noto per il suo stile raffinato e per la capacità di rendere ogni parola uno strumento di ricerca intellettuale e introspezione. Alcune delle sue frasi hanno segnato la sua epoca. “La mafia verrà vinta da un esercito di maestre elementari”, tra queste.
Gli esordi e la formazione di Gesualdo Bufalino

Figlio di Biagio, un fabbro appassionato di libri, e di Maria Elia, casalinga, Gesualdo fu introdotto sin dall’infanzia al mondo delle parole grazie alla piccola biblioteca di famiglia. Affascinato dai dizionari e dalle antologie poetiche, iniziò presto a leggere i classici e a nutrire un profondo interesse per la lingua e la letteratura. Nel 1939, dopo aver vinto un premio di prosa latina, si iscrisse alla Facoltà di Lettere a Catania, ma la guerra interruppe la sua carriera accademica e lo costrinse a un percorso di vita tormentato.
Durante il ricovero in sanatorio a causa della tubercolosi, Bufalino trovò nella letteratura un rifugio sicuro. Qui lesse, per la prima volta in lingua originale, la Recherche di Proust, scoperta che influenzò profondamente la sua scrittura e contribuì alla nascita del capolavoro Diceria dell’untore.
I riconoscimenti letterari in tarda età
Dopo la guerra, Gesualdo Bufalino completò gli studi e si dedicò all’insegnamento, una professione che svolse per diversi decenni. Fu solo nel 1981, quando era ormai sessantunenne, che decise di pubblicare il suo primo romanzo, Diceria dell’untore, un’opera ispirata alla sua esperienza di malato e all’esistenza sospesa tra vita e morte.
Il romanzo, accolto con entusiasmo, gli valse il Premio Campiello e lo consacrò come una delle voci più profonde e originali della narrativa italiana. Da quel momento, visse un periodo di grande attività letteraria, dando vita a romanzi come Le menzogne della notte (Premio Strega 1988) e collaborando con giornali e riviste come Il Giornale, La Repubblica e Corriere della Sera.

L’eredità di un poeta della parola: le frasi più famose di Gesualdo Bufalino
La vita del poeta ragusano si concluse tragicamente nel 1996, in un incidente stradale, ma il suo lascito continua a risuonare nella letteratura italiana. L’autore di Comiso ha saputo raccontare la Sicilia e il suo immaginario con uno stile unico, fondendo la bellezza della parola alla riflessione esistenziale. Queste le frasi più famose tratte dalle opere di Gesualdo Bufalino:
La mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari
La vecchiaia comincia il giorno in cui, invece di scrivere a una donna, le telefoniamo
Come si fa ad amarsi vivendo con se stessi 24 ore su 24?
Vi sono due razze di stupidi: quelli che credono a tutto e quelli che non credono a niente
“Dopo tanto discorrere resta dubbio se le donne preferiscano essere prese, comprese o sorprese.”
“La felicità esiste. Ne ho sentito parlare.”
“La mia incompetenza a vivere sfiora il sublime.”








