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domenica|15 Marzo|2026
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MARCO PETROLITO
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A contraddistinguermi è la passione per la musica e l'arte. Ma amo anche viaggiare ed il buon cibo. E vivo di sport. Giornalista da più di 20 anni per provare a raccontare e a trasmettere, con la scrittura, le emozioni legate al mio mondo.

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Addio a Bruno Pizzul: il passato da calciatore al Catania e la storia di un’icona del giornalismo italiano

Il ricordo di un giornalista dalla voce unica che, anche in Sicilia, ha lasciato il suo segno indelebile indossando la maglia del Catania e centrando, proprio con la squadra etnea, una promozione in Serie A nel 1960

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Bruno Pizzul, celebre giornalista sportivo, si è spento mercoledì 5 marzo 2025 a Gorizia, all’età di 86 anni. In molti in queste ore stanno commemorando colui che è davvero stato, per gli amanti del calcio ma non solo, un’icona per più di 50 anni. Nella sua lunga storia c’è anche la Sicilia.

Bruno Pizzul con la maglia del Catania

Fu proprio la Sicilia, nel 1958 (quando aveva 22 anni) a vedere Bruno Pizzul esordire nel calcio professionistico, indossando la maglia rossazzurra del Catania e dando vita, di fatto, a quella che poi sarebbe stata una carriera vissuta sempre nei campi di gioco. È proprio nell’Isola che l’allora giovane difensore originario di Udine conquistò una storica promozione in Serie A con gli etnei, nella stagione 1959/60. 

Tra gli aneddoti legati alla Sicilia, che Bruno Pizzul ha portato sempre nel cuore, nonostante si sia trattata, per lui, di una parentesi relativamente lunga, si ricorda quello che riguarda Candido Cannavò. Il giornalista catanese non riusciva a comprendere il dialetto del calciatore. È per questo motivo che, un giorno, affermò simpaticamente che la Sicilia era stata e continuava ad essere una terra sfortunata dato che, dopo le dominazioni di Arabi e Fenici, doveva anche subire “questi – riferendosi al difensore di Udine e ad altri suoi compagni di squadra friulani – che parlano in modo barbaro”.

Aneddoto, questo, più volte ricordato dallo stesso Bruno Pizzul anche negli ultimi anni della sua vita friulana e che dimostra la professionalità, la saggezza e l’ironia di quello che è davvero stato un uomo d’altri tempi. 

Bruno Pizzul nel 1958 con la maglia del Catania (Foto da Wikipedia)
Bruno Pizzul nel 1958 con la maglia del Catania (Foto da Wikipedia)

La carriera da telecronista di Bruno Pizzul

La carriera da calciatore di Bruno Pizzul fu sicuramente degna di nota, ma i più, al giorno d’oggi, lo ricordano inevitabilmente come il telecronista dalla voce unica ed inconfondibile che ha accompagnato le notti magiche di “Italia ‘90” sotto i gol del palermitano Totò Schillaci, così come le imprese europee del Milan a cavallo tra gli anni ‘80 e gli anni ‘90. Tra le sue conduzioni più illustri, oltre alle apparizioni televisive nelle quali ha sempre fornito delle indicazioni e dei commenti molto chiari ed imparziali, figurano “Domenica Sprint” e “La domenica sportiva”.

Il momento che davvero stravolse la vita professionale di Bruno Pizzul è datato 1969, anno in cui fu assunto dalla Rai, diventando sempre più una presenza fissa, e, dai Mondiali in Messico del 1986, la “voce” ufficiale che accompagnò, per più di quindici anni, la Nazionale italiana di calcio. Tra gioie e dolori, ha raccontato le vicissitudini calcistiche di un Paese. Il ricordo di quegli anni, nell’immaginario di tutti gli appassionati, passa irrimediabilmente per la sua voce suadente e precisa.

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