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venerdì|10 Aprile|2026
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Mariachiara Accardi
Mariachiara Accardi
Studentessa presso l’Università degli studi di Palermo. Curiosa, amante della scrittura e delle idee che smuovono. Mi appassionano l’attualità, la politica e l’arte, mondi diversi che intreccio con entusiasmo e spirito critico. Credo non si debba mai smettere di imparare, osservare e cercare.

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“Ustica Sommersa”: l’isola diventa un museo a cielo aperto tra arte e mare

Dall’11 al 13 settembre la “Perla Nera del Mediterraneo” ospita otto opere di artisti internazionali per il gran finale di ART4SEA, intrecciando scienza, urban art e tutela dell’ambiente marino

Mariachiara Accardi
Mariachiara Accardi
Studentessa presso l’Università degli studi di Palermo. Curiosa, amante della scrittura e delle idee che smuovono. Mi appassionano l’attualità, la politica e l’arte, mondi diversi che intreccio con entusiasmo e spirito critico. Credo non si debba mai smettere di imparare, osservare e cercare.
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Ustica, punto di riferimento per biologi marini e veri amanti del mare, conosciuta come la “Perla Nera del Mediterraneo” per le sue rocce vulcaniche, è un’isola di fondali spettacolari e sede della prima Area Marina Protetta d’Italia. Dal 10 al 12 settembre sarà un palcoscenico vivente con “Ustica Sommersa”, evento conclusivo di ART4SEA, il percorso europeo dedicato alla tutela del mare che parla attraverso il linguaggio dell’arte e della storia. Installazioni, opere e performance trasformeranno l’isola in un museo a cielo aperto, dove urban art e scienza renderanno ancora più pulsante il cuore di Ustica. In totale saranno otto le opere in esposizione, firmate da artisti internazionali che con il loro sguardo creativo celebreranno il legame indissolubile tra uomo e mare.

La nascita del progetto

Un momento dedicato all’Ocean Literacy del Mediterraneo, che abbraccia anche Gozo e Alonissos, che insieme a Ustica diventeranno tre musei a cielo aperto, prenderà vita grazie al finanziamento del Programma Creative Europe (Crea) – Call Crea-Cult-2022-Coop. L’iniziativa punta a costruire un modello di cooperazione transnazionale e interdisciplinare capace di mettere in dialogo creativi e ricercatori marini. Un impegno necessario e costante: sensibilizzare il pubblico sulle urgenze ambientali è oggi più che mai fondamentale, alla luce delle sfide contro l’inquinamento marino e il riscaldamento globale. Così la comunità si stringe, attivamente e consapevolmente, attorno a un tema che non può più restare in secondo piano.

E quale modo migliore per dare luce a ciò che troppo spesso resta “sommerso”? A Ustica verranno presentate le opere di otto artisti internazionali in un percorso diffuso, dove natura e arte si intrecceranno e ciò che lo sguardo distratto dei turisti coglie solo per un istante trova finalmente centralità. L’esperienza, ideata da Pino Di Buduo e da Lucenzo Tambuzzo, direttore artistico del progetto Art4Sea, sarà realizzata dal Teatro Potlach di Fara Sabina sotto la direzione artistica di Pino Di Buduo.

Cosa si può osservare?

Le opere digitali

Quattro le opere digitali in mostra. Carlos Izquierdo con Liquid Tiles racconta l’eco culturale del mare attraverso un dialogo tra audio, ceramica e identità locale. Natalia Wilk, danzatrice subacquea e stuntwoman, firma Wake Up to Disappear, un viaggio poetico negli abissi che interroga il fragile rapporto tra esseri umani e mare. Simon Duflo, regista di Ustica VR, propone un cortometraggio immersivo che accompagna lo spettatore nel mondo dell’apnea a Ustica. Infine Annika Boll, con you don’t know what love is, invita a riflettere sulla perdita ecologica e sull’impatto umano, restituendo immagini di struggente fragilità.

Le installazioni fisiche

Non mancano le installazioni fisiche: la scultura subacquea e i tre murales. Davide Galbiati, scultore italo-francese, ha creato The Queen of the Corals, figura femminile sommersa che custodisce il legame tra mare e rinascita. L’opera sarà scaricata al porto di Ustica e posizionata nei pressi di Cala Giacona giovedì 11 settembre. Tre le muraliste coinvolte: Mariana Duarte Santos con Beneath the Surface, che rivela la vita sottomarina e il potere invisibile delle alghe; Silvia Gadda con Guardians, dedicato alla Posidonia vegetazione tipica nei fondali dell’isola e all’abbraccio profondo tra uomo e mare; e la spagnola Amanda Arrou-Tea, autrice di Mermaids Do Take Care of the Ocean, un grande murale in zona Porto per sensibilizzare sulla protezione dei coralli. Tutte le opere murali saranno completate tra l’11 e il 13 settembre.

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