Il conto alla rovescia è partito: tra fine 2025 e inizio 2026 aprirà ufficialmente a Carini, alle porte di Palermo, il Centro per le Biotecnologie e la Ricerca Biomedica della Fondazione Ri.MED. Un investimento da quasi 200 milioni di euro che promette di trasformare la Sicilia in un laboratorio internazionale d’avanguardia, dove scienza e innovazione incontrano la bellezza del Mediterraneo.
Un sogno che diventa realtà
Era il 2005 quando l’Italia firmava un protocollo d’intesa con l’University of Pittsburgh e l’UPMC. Da quell’accordo nasceva l’idea di portare in Sicilia un polo biomedico capace di attrarre talenti da tutto il mondo. Nel 2006 prende forma la Fondazione Ri.MED, con partner prestigiosi come il Governo italiano, la Regione Siciliana e il CNR. Quella che sembrava un’utopia è oggi una struttura che si prepara ad aprire le porte.
Il cantiere alle battute finali

Dopo l’avvio dei lavori nel 2020, il cantiere di Carini è ormai a un passo dalla conclusione: le facciate sono completate e si lavora sugli impianti altamente specializzati. L’inaugurazione è fissata tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026, quando i laboratori prenderanno vita con le prime linee di ricerca operative.
Dentro il cuore della ricerca
Il centro è una vera cittadella scientifica da 25.000 metri quadrati, progettata per raggiungere il livello di biosicurezza 3, il più alto standard per la ricerca biomedica. Nei laboratori troveranno spazio discipline che vanno dalla biologia strutturale alla medicina rigenerativa, dalla chimica medicinale alla bioingegneria dei tessuti. Una fucina di innovazione pronta a generare nuove diagnosi, terapie e dispositivi medici.

600 posti di lavoro e cervelli di ritorno
A regime il centro darà lavoro a circa 600 persone tra ricercatori, tecnici e personale amministrativo. Già oggi la Fondazione Ri.MED conta 76 ricercatori, il 62% donne: molti sono giovani siciliani rientrati dall’estero e altri scienziati attratti dal fascino di un progetto unico nel Mediterraneo. Un esempio concreto di come la ricerca possa invertire la fuga dei cervelli.
Dalla Sicilia al mondo: i campi di ricerca
Le aree di ricerca sono tre, tutte ad alto impatto:
- Ingegneria tissutale e bioingegneria, con soluzioni innovative per la cardiologia e i dispositivi medici.
- Drug discovery e immunoterapie, per nuove terapie cellulari e vaccini contro malattie infettive.
- Medicina rigenerativa, con lo sviluppo di colture organotipiche e prodotti cellulari per la riparazione dei tessuti.
Il portfolio della Fondazione comprende già decine di brevetti e progetti finanziati a livello europeo, come BIOMITRAL e NABUCCO.
La sinergia con ISMETT
Dal 2017 Ri.MED è parte della compagine di ISMETT IRCCS, il centro trapianti nato a Palermo nel 1997. La sinergia tra laboratorio e ospedale consente un passaggio diretto dalla ricerca al letto del paziente, secondo il modello “bench to bedside”. È qui che la scienza incontra la cura, trasformando i risultati dei ricercatori in terapie reali.
Un impatto che va oltre la scienza

Il polo di Carini non sarà solo un centro di ricerca: ospiterà anche un incubatore d’impresa per startup biotecnologiche, aprendo nuove opportunità economiche per la Sicilia. Con un impatto stimato in centinaia di milioni per il territorio, Ri.MED rappresenta una delle più grandi scommesse sul futuro del Mezzogiorno, con l’obiettivo di farne un hub scientifico di riferimento per tutto il Mediterraneo.
Sicilia, terra di futuro
La Sicilia non è più solo crocevia di storia e tradizioni: con il polo Ri.MED si prepara a scrivere una pagina nuova, quella di un’isola che attrae scienziati, investimenti e innovazione. Una rivoluzione silenziosa che parte da Carini e guarda al mondo.








