MARCO PETROLITO
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A contraddistinguermi è la passione per la musica e l'arte. Ma amo anche viaggiare ed il buon cibo. E vivo di sport. Giornalista da più di 20 anni per provare a raccontare e a trasmettere, con la scrittura, le emozioni legate al mio mondo.

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La Global Sumud Flotilla parte da Siracusa: 18 imbarcazioni e 500 tonnellate di aiuti umanitari per Gaza

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Ben 18 imbarcazioni a vela, oltre 500 tonnellate di aiuti umanitari e 44 paesi rappresentati a bordo da medici, giornalisti, semplici cittadini e tanti attivisti provenienti da ogni parte del mondo. Sono alcuni dei numeri della missione partita con tante speranze da Siracusa per fornire sostegno a Gaza, la Global Sumud Flotilla. Le imbarcazioni sono salpate dal porto della città aretusea, storico punto d’incontro di culture e popoli, che per l’occasione si è trasformato in luogo simbolo di resistenza civile: dopo aver raggiunto la vicina Augusta, all’alba di venerdì 12 settembre, hanno preso il largo.

Sicilia e Gaza più vicine con la Global Sumud Flotilla

La partenza è avvenuta dopo una serie di discussioni e rinvii. Tanti, d’altronde, sono i rischi e gli interrogativi legati alla missione, anche alla luce del recente presunto attacco da parte di alcuni droni subìto nei giorni scorsi dalle navi della flotta a Tunisi. Il movimento, comunque, va avanti con grande determinazione e ha fatto sentire la sua voce anche dalla Sicilia.

Così com’è stato più volte sottolineato dai suoi promotori, “questo gruppo non dovrebbe nemmeno esistere in base ai principi che regolano l’umanità, ma deve necessariamente continuare a lottare per aiutare Gaza e fermare ciò che sta accadendo”.

La necessità del movimento, è stato ribadito, è quello di far sì che “l’attenzione mediatica non sia puntata su di noi, sulla nostra attività e sulle nostre navi ma esclusivamente sulla Palestina, dato che Israele ci sta sfruttando per farsi propaganda e continuare nella sua azione”.

“Il nostro è un movimento unitario che porta avanti una battaglia difficilissima ma fondamentale e che continuerà a farlo, a qualsiasi costo”, hanno invece detto i rappresentanti del gruppo “Catanesi solidali con il popolo palestinese”, presenti in massa al porto di Siracusa.

Le parole dei rappresentanti della Global Sumud Flotilla

Ma a spiegare in maniera più sentita e dettagliata i sentimenti che animano chi si è impegnato in prima persona in questa dura battaglia è stata la portavoce e componente del comitato direttivo Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delìa: “Qui ci sono rappresentanti della politica, persone che rappresentano le ONG, infermieri, giovani e volontari. Gente che potrebbe essere a casa con la famiglia o a lavorare facendo comunque il proprio dovere. Invece sono qui. Stanno per partire su delle barche a vela, sapendo che, pur affrontando la più legale, corretta, non violenta e pacifica delle missioni, vanno incontro a tanti pericoli. Partiamo sapendo che potremmo essere attaccati da droni, com’è successo, potremmo essere intercettati in acque internazionali dalla marina militare israeliana e dobbiamo solo sperare che episodi di questo tipo, qualora si dovessero verificare, siano quantomeno non aggressivi”.

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“A salire e partire saremo solo poche centinaia di persone ma dovremmo essere milioni perché su quelle su barche ci siete veramente tutti voi” ha detto poi rivolgendosi ai manifestanti. “Noi non contiamo veramente niente, lo facciamo solo perché Gaza sta morendo. Sono stati uccisi 270 giornalisti, tanti bambini e le persone continuano a morire tutti i giorni di fame. Non entrano più farmaci, non hanno acqua. Continuano a essere bombardati e sfollati da una parte all’altra”.

“La nostra iniziativa – ha concluso – può avere un senso solo se aiuterà davvero a fare pressione sui governi che non hanno il coraggio di dire che Israele non può fare tutto quello che vuole contravvenendo a qualunque legge internazionale nella totale impunità. Tutto questo deve finire, quindi aiutateci, seguiteci e non perdeteci mai di vista”.

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