Per Costa Architetti l’architettura nasce dalla luce e si compie nel dettaglio. Dal dialogo tra Christian Costa e Giorgia Nasca prende forma una visione condivisa, dove la materia si trasforma in linguaggio e ogni progetto diventa racconto di equilibrio tra funzionalità e bellezza. Dalla riqualificazione di un rudere alle nuove botteghe urbane, lo studio plasma spazi autentici che riflettono fiducia, complicità e identità siciliana.
Architettura a due voci
Costa Architetti nasce nel 2010 da un’idea di Christian Costa, con l’obiettivo di proporre un’architettura capace di migliorare la vita delle persone, superando gli schemi tradizionali. Fin dalle prime esperienze, Costa sviluppa una visione aperta e contaminata, influenzata dagli anni di formazione e lavoro a Madrid. Nel 2020 lo studio apre la sede a Tremestieri Etneo, in provincia di Catania, avviando una nuova fase con l’ingresso dell’architetto Giorgia Nasca, conosciuta all’università. Il loro sodalizio nasce da piccoli progetti — una bottega, un ristorante, un appartamento — e cresce in una sintonia che pone il dettaglio al centro del processo creativo. Per Costa Architetti l’architettura è un processo che nasce dalla luce e si compie nel dettaglio. “È presenza o assenza, disegno o sfumatura”, afferma Costa. Ogni spazio è studiato e valorizzato dalla luce naturale o artificiale. La composizione parte dalla funzione e trova equilibrio nella forma. Il rapporto con il cliente si basa su fiducia e complicità, e lo studio è un laboratorio dove il dialogo genera ogni progetto.
Headquarter: autenticità con una nuova identità
“All’inizio non credevo che avrei fatto tale investimento in un rudere, comprato sette anni fa per poi trasformarlo in studio. In origine era per una parte una casa e per il resto una stalla dove si produceva l’olio”, afferma l’architetto Christian Costa. Così nasce Headquarter. L’intervento riguarda la riqualificazione di un vecchio rudere a Tremestieri, in un’area sottoposta a vincolo della Soprintendenza. L’immobile, indipendente e a un solo livello, si distingue per la struttura in pietra lavica, materiale tipico dei paesi alle pendici dell’Etna, e per le coperture a volte e in legno con coppi siciliani. Il progetto ha comportato una ridefinizione degli spazi interni, mantenendo l’involucro esterno e garantendo una fruibilità contemporanea nel rispetto della memoria del luogo. Per le finiture è stato scelto il cocciopesto, composto da calce, azolo e polvere di laterizio, abbinato a pavimentazioni in calce, legno e pietra lavica lasciata a vista: un dialogo tra materia e luce che restituisce autenticità e identità al nuovo spazio.



Foto: Studio Mōrf – Impresa esecutrice: Borzì Immobiliare s.r.l. – Mobili su misura: Forme e stile s.r.l. – Corpi illuminanti: Russo e Di Mauro srl
Cortile siciliano: tra tradizione e tecnologia
Il progetto riguarda il completo restyling di un ristorante in provincia di Catania, ospitato in un edificio realizzato in muratura portante, con blocchi di pietra lavica, al quale si accede da un piccolo cortile interno, anch’esso oggetto di intervento. L’obiettivo è stato quello di accostare alla muratura antica, un segno di contemporaneità mediante l’utilizzo di listelli in gres porcellanato che richiamano, nelle forme, quella dei mattoncini in terracotta, declinati in diverse nuances di colore che identificano i tre ambienti principali degli interni. La luce ha un ruolo determinante: strip LED illuminano le pareti mettendo in risalto le decorazioni dei materiali scelti, e i tetti a capanna trattati con rasante grigio, la cui colorazione è stata ottenuta mischiando al suo interno l’azolo, la sabbia grigio-nera tipica dell’area etnea.


Foto: Studio Mōrf – Impresa esecutrice: C.R. Costruzioni Generali srls – Corpi illuminanti: Russo Salvatore Antonio srl
Nordal: funzionalità e design
Il progetto riguarda la ristrutturazione di una bottega in via Gabriele D’Annunzio a Catania. È un negozio di surgelati di alta qualità gestito da due giovani fratelli che puntano a creare un futuro franchising. Considerata l’ampiezza dello spazio e le esigenze di funzionalità, l’ambiente è stato idealmente diviso in due aree, separate da una grande porta a bilico che distingue la zona vendita dal magazzino e dalla cella frigorifera. In asse con l’ingresso, la porta è rivestita in gres porcellanato che richiama le antiche decorazioni marmoree, reinterpretate in chiave moderna. Lo stesso materiale è stato usato per la fascia di camminamento e per il soffitto. Nella zona vendita è stata applicata una resina il cui tono si ritrova su pareti e controsoffitto. I mobili che rivestono banchi frigo, cassa ed espositori sono realizzati artigianalmente in fenolico di betulla.


Foto: Studio Mōrf – Impresa esecutrice: C.R.Costruzioni Generali s.r.l.s. – Mobili su misura: Forme e stile s.r.l. – Corpi illuminanti: Russo e Di Mauro srl















