Ci penso da un po’ di tempo e le conferme mi arrivano da più direzioni. Sfilate, osservazione per strada (che è sempre la più veritiera) e nuove dinamiche riscontrate sul campo, ovvero in boutique. La creatività libera, giocosa e innovativa in questo momento è più spostata sul guardaroba maschile.
Come è cambiata la moda maschile negli anni
Ci voleva, la aspettavamo da tanto tempo, me ne lamentavo già nel 2015 quando ho pubblicato il libro “Il gentiluomo senza cappello” (Leima), nel quale osservavo che ci eravamo limitati a liberarci del copricapo, ma per il resto avevamo continuato a indossare una divisa con piccole variazioni. Oggi quel libro dovrei riscriverlo almeno per metà, perché sono i ragazzi e gli uomini a innovare e a spingersi verso nuovi territori d’esplorazione usando la moda come linguaggio personale.
L’apripista è stato Alessandro Michele, non c’è dubbio. Ma è decisamente un fatto culturale, il maschile sta imparando a declinarsi al plurale e gli uomini stanno imparando a frequentare territori espressivi che per molto tempo si erano auto-negati.
Anche a Palermo, città sensibile, ma non la prima a recepire le tendenze, osservo l’attenzione e la ricerca soprattutto delle nuove generazioni che non hanno paura di contaminare i loro look per renderli più aderenti alla loro personalità. Ci vuole carattere per farlo, libertà e una bella predisposizione al gioco, a mettere in crisi gli schemi.
Le ultime tendenze
Per molto tempo, direi secoli, il guardaroba maschile è stato soprattutto una grammatica del potere: status, ruolo, controllo, performance. Oggi, invece, sempre più uomini sembrano usare la moda come un linguaggio emotivo e culturale: atmosfera, racconto, sensibilità, identità. Non più soltanto apparire impeccabili, ma apparire personali. Guardo con ammirazione i più giovani alla ricerca di fogge e forme nuove e l’abilità con cui sanno cercare bene negli archivi vintage, nel guardaroba della mamma o della fidanzata, vestendosi non per mostrarsi, ma per raccontarsi.
Anche per quanto riguarda l’abbigliamento formale, noto una crescete attenzione a quelle variazioni, a quelle reinterpretazioni del classico che fanno la differenza. Appaiono così camicie con un collo meno classico, pantaloni sartoriali portati con capi tecnici, bijoux e collane su look molto sobri. E ancora si fa più attenzione alle proporzioni, ad esempio attraverso pantaloni ampi con sopra maglie o camicie strette e segnate. Si cercano nuovi colori e si fa uso di accessori prima considerati troppo eccentrici: foulard, anelli, occhiali importanti, mocassini morbidi, tote bag.
Insomma, in questo momento mi pare che la creatività abbia conquistato gli uomini e che questo non possa che fare tanto bene non sono alla moda, ma anche alla società. E voi? Che ne pensate?




















