Una profonda riflessione sul futuro economico della Sicilia volta a consolidare le relazioni istituzionali, favorire lo scambio di idee tra le imprese dell’isola, le istituzioni e il mondo della ricerca con l’intento rafforzare il dialogo, e, di conseguenza, la competitività del territorio. La presentazione del Rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia della Sicilia, avvenuta questa mattina a Siracusa, ha fornito una serie di dati interessanti ma per certi aspetti contrastanti tra loro. Ad ospitare l’importante iniziativa è stata la sede di Confindustria, presieduta da Gian Piero Reale, per un appuntamento che ha costituito un momento di approfondimento e di confronto su quelli che sono i principali indicatori economici regionali. Dal rapporto emerge come la crescita registrata dal 2022 al 2024 sia stata costante, pur subendo un rallentamento sensibile nel 2025. Elemento, questo, che porta ad una riflessione sulla competitività e sulla programmazione futura delle imprese più attenta e consapevole.
La presentazione Rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia della Sicilia
Il Rapporto, riferito al 2025, è stato illustrato da Francesco David e Giuseppe Saporito, della Divisione analisi e ricerca economica territoriale della Banca d’Italia. Al dibattito hanno preso parte anche Rosario Pistorio, Amministratore delegato di Sonatrach, e Maurizio Caserta, docente di Economia politica all’Università di Catania.
“Le crisi e le varie vicissitudini degli ultimi tempi hanno avuto un impatto importante sulla nostra economia, incidendo profondamente sulla vita dei cittadini, ma le imprese, anche e soprattutto attraverso questa tipologia di analisi, possono e devono affrontare al meglio le sfide della competitività per cogliere le attuali opportunità di crescita” ha sottolineato Gian Piero Reale nel corso della presentazione. “La Sicilia sta ancora cercando di capire se davvero ha imboccato la giusta via, anche attraverso segnali rilevanti come la riduzione dell’occupazione, ma il cambiamento vero si avrà quando la nostra economia saprà crescere in maniera autonoma, quando le imprese, così come stanno cercando di fare, saranno capaci di intercettare i finanziamenti e farli emergere nell’economia reale. E ciò potrà essere percepito in un arco temporale più lungo”.
La direttrice della sede di Palermo della Banca d’Italia, Milena Caldarella, ha parlato di confronto continuo con le imprese, spiegando come i dati presentati a Siracusa servano ad interpretare i cambiamenti in corso e a collocarli in una prospettiva più ampia. “Il rallentamento registrato nel 2025 – ha detto – ha fatto seguito ad un biennio di grande crescita sostenuta da fattori temporanei come investimenti e politiche di coesione. In linea di massima abbiamo un miglioramento della situazione finanziaria ma il punto cruciale rimane la capacità di impiegare le risorse in maniera efficace. La crescita duratura, dunque, non può che essere legata al rafforzamento della produttività”.



















