Oggi, 16 settembre 2026 Roy Paci festeggia il suo 57esimo compleanno. Nato ad Augusta, in provincia di Siracusa nel 1969, il trombettista, cantante, compositore e produttore musicale ha costruito una carriera capace di attraversare generi e culture diverse – dallo ska al jazz, dal reggae alla world music – senza mai perdere il legame con le proprie radici siciliane.
Dalla Sicilia ai palchi internazionali
Rosario “Roy” Paci si avvicina alla musica fin da bambino: dopo aver iniziato con il pianoforte, a dieci anni sceglie la tromba e appena tredicenne è già primo trombettista in alcune formazioni jazz e ska siciliane. Negli anni Novanta si trasferisce anche in Sud America, dove entra in contatto con musicisti e tradizioni locali che contribuiranno a definire il suo originale linguaggio musicale.
Tornato in Italia, collabora con numerosi artisti e gruppi, tra cui Africa Unite, Mau Mau, Manu Chao e Macaco, affermandosi come uno dei protagonisti della contaminazione tra sonorità mediterranee, jazz, ska, reggae e ritmi latinoamericani.
Gli Aretuska e una carriera senza confini
Nel 1999 fonda i Roy Paci & Aretuska, progetto con cui porta sui palchi italiani e internazionali un sound caratterizzato dalla fusione di ska, jazz, musica latina e tradizione mediterranea. Tra i brani più conosciuti spicca “Toda joia toda beleza”, pubblicato nel 2007 e diventato un vero tormentone grazie alla sua irresistibile fusione di ritmi brasiliani, ska e sonorità mediterranee. Al percorso con gli Aretuska si aggiungono brani come “Viva la vida”, “Bonjour Bahia” e “Defendemos”, grazie al suo talento con la tromba, i brani della band sono diventati da subito riconoscibili e capaci di atterrare un pubblico internazionale.
Nel corso della sua carriera Paci ha inoltre collaborato a centinaia di produzioni musicali e lavorato con artisti italiani e internazionali, dedicandosi anche a cinema, teatro e colonne sonore. Nonostante il successo mondiale, Paci, ha sempre mantenuto un grande rapporto con la Sicilia: uno dei brani che più simboleggia il suo rapporto con l’isola è Malarazza. Il brano, prima reinterpretato da Domenico Modugno nel 1976 prende ispirazione da una poesia siciliana del 1857: il testo parla ai siciliani dicendo loro di non lamentarsi e di non chiedere solamente aiuto a Dio, ma di agire per cambiare le cose.





















