Benvenuta Primavera. Anche quest’anno ci siamo lasciati alle spalle l’inverno. L’Equinozio tradizionalmente si celebra il 21 marzo, ma non tutti sanno che questa data non è quella in cui le ore di luce e quelle di buio si equivalgono. L’ultima volta è accaduto infatti nel 2007, da allora sempre con un giorno in anticipo. Il motivo deriva dallo sfasamento tra calendario e anno siderale.
L’equinozio di Primavera, indipendentemente dalla sua data di arrivo, porta comunque con sé un senso di rinascita e benessere, anche grazie al sopravvento del giorno sulla notte. I cambiamenti sono importanti e anche le nostre città assumono un aspetto diverso: più luminoso e verde. Non mancano, in tal senso, i luoghi che incarnano nel migliore dei modi queste caratteristiche naturali.
I Quattro Canti di Palermo: il teatro del sole e
È proprio alla Primavera che Palermo ha dedicato uno dei punti più caratteristici della città: i Quattro Canti. Conosciuta anche come piazza Villena o Teatro del Sole, la zona monumentale di è stata realizzata dall’architetto fiorentino, Giulio Lasso nel 1620. Dedicata al Vicerè Giovanni Fernandez Pacheco, duca di Villena, suddivide il quadro urbanistico della città in quattro cantoni: Kalsa, Capo, Loggia e Albergheria.
Lo sguardo di chi giunge ai Quattro Canti viene catturato inizialmente dalle fontane poste alla base di ogni canto, che rappresentano i fiumi che attraversavano Palermo (Papireto, Kemonia, Oreto e Pannaria). Su ogni fontana sorge una statua raffigurante una divinità greca, ognuna a simboleggiare una diversa stagioni dell’anno.
Le statue delle quattro stagioni: omaggio alla Primavera
Un particolare risalto ai Quattro Canti hanno le statue della Primavera e dell’Estate. La prima è rappresentata da Venere, collocata nel canto sud dell’Albergheria, mentre la seconda viene incarnata dalla statua di Cerere, nel canto Ovest del Capo. È madre che attende proprio la primavera per rivedere la figlia Proserpina, rapita da Ade, dio degli Inferi, che la tiene con sé per tutta la durata dell’autunno e dell’inverno.
Le due stagioni più fredde sono rappresentate rispettivamente dalla statua di Bacco nel canto Nord della Loggia e da Eolo nel canto Est della Kalsa. Il Dio che governa i venti è anche il padre di Zefiro, che nella mitologia greca impersona il vento che soffia da ponente soprattutto in primavera. Un simbolo del fatto che l’inverno e la bella stagione non sono poi così lontane, soprattutto in Sicilia.



















