Simbolo indiscusso di italianità, la Vespa è stata ed è ancora un vero e proprio successo planetario. Lo scooter più famoso del mondo spegne oggi 78 candeline. Era il 29 marzo 1946 quando il primissimo modello fu presentato al Circolo Golf Club dell’Acquasanta di Roma. Poco meno di un mese dopo, il 23 aprile, venne depositato il brevetto dello scooter nato dall’ingegno di Enrico Piaggio, che volle riconvertire l’azienda di aeroplani di famiglia, e di Corradino D’Ascanio, ingegnere aeronautico.
Portando sul grande schermo i concetti di libertà, bellezza e romanticismo su due ruote, il cinema della “Dolce Vita” ha certamente contribuito all’incredibile successo dell’azienda Piaggio.
La Vespa Piaggio nel cinema
I primi a guidare una Vespa sul grande schermo furono Audrey Hepburn e Gregory Peck, che nel 1953 furono i protagonisti di Vacanze Romane e che, indimenticabili, sfrecciavano per i vicoli di Roma su un esemplare azzurro, che è passato però alla storia in bianco e nero.

Il regista Dino Risi definì la Vespa “il primo mezzo di locomozione delle masse” sottolineando quindi come fosse “impossibile non darle spazio in quegli anni”, tanto da mostrarla in diversi suoi film e far gridare a Gassman, a bordo della sua Lancia Aurelia B24, “Fatte na Vespa” nel film cult Il Sorpasso (1962).
In tempi più recenti la Vespa è apparsa anche in American Graffiti (1973) di George Lucas, dove i ragazzi protagonisti sfrecciano su una Vespa GS 160, e nel classico di Nanni Moretti, Caro diario (1993), dove a bordo della sua Vespa 125 il protagonista sfreccia per i quartieri di Roma fino ad arrivare ad Ostia, nei pressi del luogo in cui fu ucciso Pier Paolo Pasolini.

Nel 1999 anche Matt Damon non si fa sfuggire l’occasione di viaggiare a bordo di una Vespa VB1T 145cc nella pellicola ambientata in Italia Il Talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella.
Concludiamo la nostra carrellata di pellicole citando l’indimenticabile Palermo Shooting (2008) di Wim Wenders, dove i due protagonisti, a cavallo della loro Vespa, scorrazzano per Palermo facendosi ammaliare completamente dalla città.





















