Sabato 1 giugno, Tancredi Cavallaro e Fabio Badagliacco, si sono sposati a Ustica, segnando la storia dell’isola con la prima unione civile tra persone dello stesso sesso registrata. Un momento di celebrazione dell’amore in ogni sua forma, nel mese del Pride. Come raccontato dai protagonisti stessi, mentre la pioggia cessava, un arcobaleno è apparso, proiettando i colori simbolo del movimento LGBTQ+. Uno scenario incantevole per il loro Sì. L’evento è avvenuto otto anni dopo l’entrata in vigore della legge che riconosce i diritti e i doveri delle coppie gay in Italia, avvenuta il 5 giugno 2016.
Amore e inclusione: l’unione di Tancredi e Fabio
Tancredi, 36 anni, e Fabio, 32 anni, hanno avuto un motivo speciale per celebrare la loro unione civile a Ustica. Fabio è cresciuto sull’isola, conosciuta come la “perla nera del Tirreno”, prima di trasferirsi a Palermo, dove ha incontrato il suo amato. La loro storia d’amore è fiorita proprio nel capoluogo siciliano, dove ora vivono e lavorano. La scelta della location non è stata solo un omaggio alle radici di Fabio, ma anche un gesto simbolico di amore e apertura. “È stato un onore” hanno dichiarato i due. L’evento ha attratto non solo 80 invitati, ma anche numerosi curiosi che, con il loro entusiasmo, hanno dimostrato il supporto della comunità locale.
La cerimonia è stata officiata da Sabrina Villani, un’amica della coppia, che ha ricevuto una delega speciale dal sindaco Salvatore Militello. Maria Concetta Natale, ufficiale di Stato civile, ha apposto la sua firma sul documento storico che certifica l’unione, affiancata dal suo staff. La celebrazione è stata seguita da una festa memorabile con un menu a base di pesce fresco e spettacoli di musica e luci. Tancredi ha eseguito una cover del brano “L’amore merita” del gruppo “Le Deva”, insieme all’amica Chiara Albamonte, regalando un momento di pura gioia a tutti i presenti.

Matrimonio e unioni civili omosessuali in Italia
Negli ultimi decenni, l’Italia ha visto significativi progressi riguardo ai diritti delle persone LGBTQ+. Tuttavia, la strada verso la piena uguaglianza è lunga e tortuosa. Uno dei punti salienti di questa lotta è stata la conquista del diritto alle unioni civili per le coppie omosessuali, sancito dalla legge n. 76 del 20 maggio 2016, nota come Legge Cirinnà. Per molti anni, le coppie omosessuali in Italia hanno vissuto senza alcun riconoscimento legale. Mentre altri paesi europei facevano progressi significativi verso l’uguaglianza matrimoniale, l’Italia rimaneva indietro, ostacolata da una combinazione di influenze culturali, religiose e politiche.
La Legge Cirinnà stabilisce che le coppie omosessuali possono formare un’unione civile, una forma di riconoscimento che conferisce diritti e doveri simili a quelli del matrimonio, ma con alcune differenze sostanziali. Tra i diritti garantiti vi sono l’assistenza morale e materiale, la coabitazione e la possibilità di prendere il cognome del partner. Tuttavia, non tutte le disposizioni del matrimonio sono state estese alle unioni civili. L‘assenza del diritto alla filiazione congiunta (il diventare genitori) rimane una delle principali differenze tra unione civile e matrimonio e rappresenta una barriera significativa per molte coppie desiderose di formare una famiglia.




















