L’11 giugno si festeggia il World Wide Knit In Public Day, la Giornata Mondiale del lavoro a maglia in pubblico. La celebrazione nasce da un’idea di Danielle Landes: tutto iniziò con pochi appuntamenti negli Stati Uniti, dove appassionati e apprendisti del lavoro a maglia si sono riuniti per uno “sferruzzo” di gruppo. Da lì, il fenomeno si è allargato e oggi è diffuso in tutto il mondo e rappresenta un’occasione non solo per impratichirsi, ma anche per socializzare e condividere con dei perfetti sconosciuti una passione.
Anche in Italia e in particolare in Sicilia quest’arte ha trovato negli anni innumerevoli estimatori. La moda spopolò tra gli anni ’60 e ’70. In quel periodo le mercerie erano affollate di donne in fila alla ricerca delle migliori matasse da acquistare per realizzare i propri capi: sciarpe e cappelli, maglioni ma anche accessori per la casa. Un tempo, nelle stradine, era comune trovare le anziane dei piccoli paesi impegnate a “sferruzzare”, confrontandosi tra loro sulle migliori tecniche. Oggi, invece, si tratta di una passione da custodire.
Curiosità sul lavoro a maglia, una nobile arte da riscoprire
Il lavoro a maglia d’altronde è un’arte molto antica, a cui si dà vita semplicemente grazie all’ausilio dei ferri, strumenti indispensabili ma facilmente reperibili. Se in passato era di uso comune armarsi di questi e mettersi all’opera nelle proprie case, ad oggi questa passione è spesso dimenticata e riscoperta. C’è chi l’ha avuta tramandata nel tempo, ad esempio dai nonni, creando un legame tra generazioni.
C’è chi invece ha deciso di diventare esperto partecipando a dei corsi (la storica merceria Gullo a piazza Sant’Anna a Palermo, ad esempio, ha resistito al trascorrere del tempo e continua a innovarsi, proponendo iniziative di questo genere) oppure seguendo i numerosi video tutorial presenti su YouTube. Oggi il lavoro a maglia è un hobby che può coinvolgere chiunque, ma soprattutto, a sorpresa, che appassiona i più giovani: sui social si è diffusa in particolare la moda del crochet. Così si realizzano costumi, top e pantaloni di ogni tipo. È grande orgoglio per molti indossare qualcosa di homemade.
I benefici del lavoro a maglia
Alcuni studi dimostrano anche come il lavoro a maglia abbia dei riscontri benefici proprio a livello psicofisico: si parla in tal senso di knitting therapy (terapia del lavoro a maglia ndr), una forma di disciplina riabilitativa che promuove la salute e il benessere attraverso l’occupazione del tempo.
Spesso quest’arte viene infatti inserita all’interno di percorsi di cura, e si rilevano i seguenti benefici: rilassamento, miglioramento del tono dell’umore, aumento dell’autostima, miglioramento della concentrazione, diminuzione della fame emotiva, rallentamento dell’artrosi alle mani, minore percezione del dolore cronico e rallentamento del declino cognitivo.
Non mancano coloro che nella propria quotidianità utilizzano questo passatempo per sentirsi meglio. È il caso ad esempio di Tom Daley, il campione olimpico inglese che tra un tuffo e l’altro si diletta a “sferruzzare” proprio per prepararsi al meglio alla gara successiva.



















