Il vino scende in piazza. E lo fa con classe ed eleganza, in una sera di fine estate che rende ancora più suggestiva la bellezza plurisecolare di una delle più belle piazze barocche di Sicilia. Scenario da set cinematografico per ACIni diVINI, l’evento organizzato, sabato scorso, il 24 agosto 2024, ad Acireale (Catania), da Ais Sicilia per ricordare Salvo Di Bella, degustatore e sommelier, scomparso qualche anno fa.
Winetasting a cielo aperto per ACIni diVINI
Centinaia di metri di tovagliato bianco vestono i tavoli da degustazione, per ACIni diVINI, schierati sulla perfetta geometria concentrica di piazza Duomo, per un enorme winetasting a cielo aperto che vede ben 900 calici scintillare al chiarore della luna calante. È un colpo d’occhio ma anche una scommessa vinta. Perché “l’esperimento” – ma, alla terza edizione, l’organizzazione messa in piedi da Maria Grazia Barbagallo, motore di Ais Catania, è ormai collaudata – nasce dalla mission che Salvo Di Bella portava avanti da tempo: comunicare il vino, promuoverne cultura e consumo responsabile, raccontarlo come strumento di convivialità e condivisione, senza troppi tecnicismi, oltre le cerchie ristrette.

Così sono 180 le postazioni di degustazione – tutte sold out diversi giorni prima dell’evento – ma sono molte di più le persone che sostano, a più riprese, oltre il transennato della piazza senza, purtroppo, avere la possibilità di partecipare al rito collettivo e sottoscrivere – calice in mano – le sensazioni visive, olfattive, gustative descritte dal sommelier-celebrante. Coppie, intere famiglie, comitive di ragazzi in assetto da sabato sera: tutti ad ascoltare in religioso silenzio, ai margini del cerchio magico delimitato dalla Cattedrale, dalla Basilica di San Sebastiano, dal Palazzo del Municipio, di “fermentazioni sui lieviti” e “affinamento in legno”, di “sentori di sottobosco” e “profumi di zagara”, di “pas dosè”, “sboccature”, “Metodo classico”.
Premio Salvo Di Bella per il migliore storytelling
Nel format scelto quest’anno, il racconto degli 11 vini in degustazione al ACIni diVINI è affidato – oltre che a ciascun produttore – ad altrettanti sommelier che si contendono il premio per il migliore storytelling di cantina. Alla fine, dopo 1980 calici riempiti dagli addetti al servizio, sarà quella formata da Salvatore D’Amico, produttore di Salina, e Chiara Russo, giovane comunicatrice di Ais Catania, l’accoppiata che vince il premio Salvo Di Bella. In mezzo, scorrono sin oltre la mezzanotte, le storie di generazioni di vignaioli e giovani emergenti del vino, di cantine blasonate che esportano in mezzo mondo e di microproduzioni per pochi estimatori.

Le cantine partecipanti ad ACIni diVINI
Sfilano così, calice dopo calice, sul palco sovrastato dai due campanili del Duomo, i produttori delle cantine Gurrieri, Gambino, Incarrozza, Masseria Setteporte e Duca di Salaparuta, D’Amico, Marilina, Stanza Terrena, Baglio del Cristo di Campobello, Palari e Intorcia. E sono racconti, aneddoti, descrizioni che, a volte, si trasformano in saghe familiari, narrazioni di imprese avvincenti e luoghi fantastici, cronache di bellezza e passione, testimonianze di resilienza, tenacia, perseveranza.

Comune denominatore è il vino ma è il racconto, anzi, la capacità di raccontarlo a fare la differenza, chiave del nuovo marketing d’attrazione di consumatori oggi più sensibili all’esperienza sensoriale che ai punteggi attribuiti dalle recensioni d’autore. Il “vino sartoriale” tanto amato da Di Bella, raccontato con la fascinazione della narrazione prima che della scheda tecnica ha avuto così, anche quest’anno, il suo elegante tributo e, nel finale, è d’obbligo il “cin!” corale, con i calici che si levano in alto, ma guardando alle stelle.




















