Giulia Fici
Giulia Fici
Giornalista pubblicista e laureata in Scienze della Comunicazione a Unipa, collabora con BE Sicily Mag da marzo 2023. Ama scrivere di moda, cinema, serie tv e lifestyle, leggere classici e viaggiare alla scoperta di nuove culture.

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La radio compie 100 anni. Aldo Naselli, fondatore di Radio In: “Oggi non è più solo musica, ma fonte di compagnia”

Cento anni fa nasceva la radio, e quasi cinquant'anni fa, nasceva Radio In, a Palermo, grazie ad Aldo Naselli. Il racconto del fondatore dell'emittente radiofonica siciliana a BE Sicily Mag

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Video killed the radio star, “il video ha ucciso la radio star”, cantavano i The buggles. Ma è davvero così? A parlarne a BE Sicily Mag, nel giorno in cui questo importante mezzo di comunicazione compie 100 anni, è stato Aldo Naselli, fondatore e direttore Radio In, il quale ha raccontato le evoluzioni vissute in prima persona in questo mondo, tra grandi soddisfazioni e difficoltà.

Radio In, il bilancio di Aldo Naselli

Radio In, emittente radiofonica privata, venne fondata nel 1976 da Aldo Naselli: “Come tutto ciò che avviene nella vita, questo progetto nasce per caso. Mi ero appena laureato in Scienze Politiche, ero in attesa di trovare idee. Incontrai per caso un ragazzo che voleva creare una radio qui a Palermo. Arrivava da Milano, dove era più complicato. Aveva le apparecchiature radiofoniche, mentre io avevo l’appartamento. Così è nata quella che ai tempi chiamammo Radio Ok International“, spiega.

In quegli anni quell’iniziativa diede vita a un vero e proprio fenomeno: “A casa mia si creò un movimento pazzesco, così capii che la radio è sinonimo di potere. All’inizio la radio nasceva con le dediche, ma io volevo di più, anche grazie al mio background in teatro. Iniziai quindi a fare dei provini, a persone che negli anni sono entrate anche in Rai, come Ezio Trapani. L’emittente di Stato guardava al fenomeno guardinga ma poi ne capì il successo e si adattò, creando programmi che si rifacevano alle radio libere”.

Una crescita importante, che portò Aldo Naselli a reinventarsi in solitaria: “Decisi di rendermi autonomo dal mio socio iniziale, grazie al contributo di mio padre che mi consentì di acquistare il necessario per procedere”. Così, da Radio Ok International nacque ufficialmente a Radio In: “In significa dentro, alla moda. Un nome veloce, che non rimanda a limiti territoriali, perché io già mi proiettavo, anche se ancora non avevo neanche i dischi, ma mi piaceva sognare, chiudere gli occhi e immaginare cosa sarebbe successo da lì a dieci anni”.

Negli anni lo spostamento di sede, da via Maqueda a via Cusmano, a Palermo, per motivazioni logistiche: “Avevamo solo un’antenna, ma ne serviva una particolare che riuscisse a coprire tutto il territorio. In via Cusmano c’era il palazzo più alto della città e trovammo un appartamento al nono piano. La arredai e partì concretamente il progetto, tutta la città ne parlava”. Il successo di Radio In raggiunse poi i vertici milanesi: “Venne a Palermo il direttore di Radio e Reti, che mi chiese di inserirla nel suo entourage. Mi fece un’ottima proposta, ne fui felice e accettai. Da lì è stato un crescendo continuo”.

I cambiamenti nel mondo radiofonico: social, podcast e dirette

In questi 100 anni la radio ha visto però, dalla sua nascita, anche momenti oscuri, con l’avvento delle televisioni private: “Ho capito in quel periodo che se c’è un nemico, l’unica strategia che funziona, è fartelo amico. Iniziò così la mia collaborazione con le televisioni. Presi spazio all’interno del notiziario, adattandomi al progresso”. Un reinventarsi continuo, quello di Aldo Naselli e di Radio In: “Il bello della radio è che è camaleontica, si adatta ai tempi. C’è un racconto e viene fatto in tempo reale. Noi durante l’anno raggiungiamo circa 3000 intervistati l’anno, in ogni ambito”.

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Oggi, l’innovazione ha portato Radio In a raggiungere un grande seguito anche sui social network: “Il video ha ucciso la radio? Noi siamo diventati anche video, oltre che radio. Trasmettiamo in tempo reale. Oggi ci guardano anche, non ci ascoltano soltanto, tramite le nostre dirette sui social, soprattutto Facebook. Un cambiamento importante, perché prima la radio rispondeva unicamente alla sete di musica, mentre oggi, in un momento storico in cui la musica si può ascoltare ovunque, nella radio si cerca la compagnia”.

Fra meno di due anni Radio In compirà cinquant’anni e gli occhi sono sempre puntati verso i prossimi obiettivi: “Il futuro lo vedo grandioso. La radio va benissimo, continuiamo a creare sinergie e collaborazioni quotidiane. Per l’anniversario dei cinquant’anni di Radio In spero di fare una grande festa, ne sono molto fiero”, ha concluso Aldo Naselli.

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