Non sono semplici bastoni, ma vere e proprie opere d’arte. Creazioni artigianali di grande maestria, che richiedono tempo e conoscenza della materia prima. A realizzarli è Damiano Sabatino, insegnante di origine madonita che per passione intaglia il legno, come racconta a Be Sicily Mag, inanellando aneddoti e storie di una tradizione di cui si fa custode e artista in grado di tramandare un’arte antica alle future generazioni.
I bastoni di Damiano Sabatino
”Il miglior materiale per questo tipo di lavori è il legno di sorbo. È uno dei legni più duri. Nel 1500 del secolo scorso, quando ai siciliani fu vietato dagli Angioini di portare con sé delle armi da punta e da taglio, si attrezzarono con i bastoni di sorbo e di celtis australis o bagolaro” spiega Damiano Sabatino.
Ogni bastone ha un tema, che dipende dall’ispirazione del momento. A volte appaiono volti intagliati ma anche mani che stringono mazzi di fiori. C’è un bastone dedicato alla forza delle persone, simbolicamente una quercia che assume sembianze umane. Uno è dedicato ad un botanico scomparso, Pietro Mazzola, suo docente di perfezionamento. Un altro a Sant’Onofrio. Sono tutti lavorati a mano da un unico pezzo di legno, senza assemblaggi. “Si chiama intaglio ma è una scultura vera e propria, realizzata per detrazione”.

I pezzi più particolari richiedono un mese di lavoro, svolto tutti i pomeriggi, perché la mattina Damiano Sabatino è a scuola ad insegnare. Nei suoi bastoni c’è la sua stessa vita: dalla chitarra rotta, che rappresenta il rimpianto di non essere diventato musicista per colpa di un insegnante che non lo ha incoraggiato, alla mano chiusa che tiene i capperi, memoria di una grotta con graffiti visitata a Levanzo durante un giro in barca.
“Vendo i miei bastoni in alcune manifestazioni organizzate anche all’Orto Botanico sulle Madonie o attraverso Facebook. Ricevo a Palermo o a Bompietro”. Sono pezzi richiestissimi dai collezionisti, con prezzi dai 300 euro in su. “Ne ho venduti tanti a collezionisti svizzeri quando insegnavo nell’alto Varesotto nella zona del Lago Maggiore”.

La storia di una passione
Ma come è nata l’arte di Damiano Sabatino? A soli 8 anni, dopo una gita scolastica allo “Stazzuna” (una fabbrica d’argilla), rimase estasiato nel vedere le sue dita impresse nell’argilla e nello scoprire di poter modellare la materia a suo piacimento: tornando a casa, grazie a un mattone crudo regalatogli quel giorno, con grande meraviglia di uno dei suoi insegnanti, realizzò un busto di Garibaldi.
Dopo una laurea in Architettura e vari progetti in giro per la Sicilia, alla soglia dei quarant’anni, si è trovato costretto a trasferirsi nell’alto Varesotto alla ricerca di una cattedra, lontano dalla moglie e dalla figlia nata pochi anni prima. Ed è lì che, per riempire il vuoto dei fine settimana e quello lasciato dal non lavorare più come architetto, iniziò a ispirarsi all’antica abitudine dei pastori di un tempo di intagliare il legno.
Damiano Sabatino premiato dall’Unesco
Il 26 giugno 2014 per Damiano Sabatino è una data da ricordare: ha guadagnato un posto nel registro dei Tesori Umani Viventi dell’Unesco. Un riconoscimento che ancora oggi gli dà “l’energia e la motivazione per continuare a creare capolavori da semplici pezzi di legno”. Quello che insegna ai suoi studenti, d’altronde, è che “il bello non dipende dalla materia, ma dalla lavorazione che l’uomo ne fa e dal messaggio che comunica”.

















