Alessia Anselmo
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Giornalista sportiva dal 2013, professionista dal 2023. Ama raccontare i personaggi e le storie che stanno dietro al risultato agonistico. Laureata in lingue moderne e specializzata in giornalismo, tra le sue passioni ci sono i viaggi, la lettura e le serie tv. È incuriosita dalle nuove tecnologie e non vede l’ora di scoprire dove ci porteranno.

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“A cielo aperto”: Anci presenta la rete di musei civici siciliani

Dal portale web al biglietto unico, l’Anci Sicilia punta a interconnettere i territori per valorizzare il patrimonio storico, culturale ed enogastonomico della regione

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Alla scoperta dei tesori sconosciuti ai più. È questo il filo rosso che lega e legherà sempre di più i musei comunali della Sicilia. La mattina di mercoledì 30 ottobre, nella sala “Piersanti Mattarella” di Palazzo dei Normanni a Palermo, l’Associazione dei Comuni Siciliani (Anci Sicilia) ha presentato un progetto di rete dei poli museali che punta a valorizzare il patrimonio culturale siciliano. Il titolo “A cielo aperto” evidenzia come l’obiettivo sia fare sì che le strutture diventino come un unico grande museo.

La presentazione di “A cielo aperto”

Il convegno è stato dedicato al confronto tra gli addetti ai lavori, che hanno portato esempi virtuosi dall’Italia e dal mondo. È stato evidenziato come tutta la Sicilia può essere visitata, alla ricerca di tradizioni e innovazioni, di storia, arte, enogastronomia. Spesso, però, risulta difficile scovare i borghi più caratteristici della regione, a meno che non siano ben promossi. La maggior parte delle volte, in particolare, si arriva al museo di un piccolo Comune quasi per caso. E sempre quasi per caso si scoprono manufatti o aneddoti che arricchiscono la propria esperienza turistica in Sicilia, vero “paesaggio museale”.

Per permettere ai Comuni, anche e soprattutto quelli più piccoli, di farsi conoscere ai più è, quindi, nata l’idea della rete museale. Per la verità, non si tratta di una novità in Italia. Esiste già in Piemonte, in Lombardia o in Toscana, solo per citare qualche regione. Ma è la prima volta che uno sforzo così ampio viene fatto in Sicilia, con lo scopo di promuovere il territorio e, guardando ad un orizzonte più lontano, di creare posti di lavoro, sia all’interno dei musei che, soprattutto, al di fuori, ad esempio nelle attività commerciali connesse.

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La presentazione del progetto

Alvano: “Musei come finestra sul territorio”

“I musei comunali – ha spiegato il segretario Anci Sicilia Mario Alvano – sono la prima porta sul territorio locale, ma anche regionale. Sono luoghi di identità, che vorremmo far conoscere a tutti, non solo ai turisti che arrivano dal resto d’Italia o dal resto del mondo, ma anche e soprattutto agli stessi siciliani. Con questo obiettivo stiamo facendo diventare i musei luoghi di confronto su temi ‘altri’ rispetto all’arte in senso stretto. Ad esempio, in quattro sedi abbiamo organizzato eventi legati ad una sana alimentazione. Questa può essere una delle chiavi per portare al museo un altro tipo di pubblico”.

Portare persone di tutte le età al museo sarà reso più facile grazie anche ad un portale web (www.musei-sicilia.it), che in futuro permetterà anche una fruibilità virtuale delle strutture aderenti al progetto, ad oggi oltre 180 dislocate su circa 80 Comuni. “Puntiamo – ha concluso Alvano – ad ampliare la rete a tutti i Comuni siciliani, passo dopo passo, ascoltando di volta in volta le esigenze dei singoli territori. Il progetto non nasce con dei finanziamenti già previsti. Anzi, ha già attratto i primi investitori. Il primo finanziamento è, infatti, arrivato dall’Università degli studi di Roma ‘La Sapienza’ e questo ci rende orgogliosi”.

Amenta: “Fare rete per valorizzare le eccellenze”

In una regione come la Sicilia, che ha una percentuale ben superiore al 50% di musei pubblici – comunali, provinciali o regionali – è forse più difficile riuscire a destinare risorse alla cultura. A parlare proprio delle criticità che vivono i piccoli musei comunali, come gli orari di apertura legati al personale a disposizione, il presidente Anci Sicilia, Paolo Amenta, che ha sottolineato come fare rete sia “fondamentale per valorizzare quelle eccellenze che, se isolate, sarebbero destinate a sparire”. “Il sogno — ha spiegato — è di riuscire a portare, ad esempio, ricercatori, che possano attraverso il portale trovare il borgo o i borghi più interessanti per la loro ricerca e fermarsi sul posto per più tempo, aiutando in un certo senso anche il ripopolamento della zona. Fare rete significa anche abbattere i costi, condividendo competenze e servizi. È sotto gli occhi di tutti l’aumento del turismo di qualità, che cerca le diverse sfaccettature della storia dei singoli territori. La Sicilia deve farsi trovare pronta”.

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Gli obiettivi del progetto “A cielo aperto”

A farsi promotrice della rete museale siciliana è stata anche la direttrice della Galleria d’arte moderna di Palermo, Maria Francesca Martinez Tagliavia, che ha parlato della necessità di una offerta culturale diversificata e integrata, che “arricchisca l’esperienza e che permetta una fruizione al di là del singolo sito museale”. “Fare rete — ha aggiunto — significa anche dar vita ad eventi e programmi educativi più grandi e di qualità, ma anche sviluppare la comunità locale, creando opportunità di lavoro e incentivando le attività commerciali collegate. Tra i punti-cardine del progetto ci sono anche la formazione continua per le scuole, l’inclusione e la partecipazione attiva, l’innovazione, l’inclusione e la sostenibilità, attraverso l’utilizzo responsabile delle risorse per promuovere l’identità culturale di un territorio”.

Quello di oggi è stato solo il primo passo verso l’effettiva interconnessione tra i musei siciliani. Tra le idee portate dai referenti degli enti già coinvolti nel progetto, o che hanno mostrato intenzione di voler aderire all’iniziativa, c’è quella di un biglietto unico che possa aiutare a valorizzare le eccellenze collegando le une con le altre.

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