Una nuova e caratteristica illuminazione artistica della cupola della cattedrale di Noto mette ancor più in risalto il fascino dell’architettura e l’importanza storica del monumento, situato nella principale piazza della città, dedicato a San Nicolò. Per la sua realizzazione è stato necessario ripristinare completamente l’impianto preesistente, collegandolo all’illuminazione pubblica, in linea con gli altri monumenti che sorgono nella città del sud est siciliano, divenuta sempre più, soprattutto negli ultimi anni, meta di rilievo culturale ma anche gastronomico e naturalistico dell’Isola.
Le caratteristiche dell’illuminazione della cupola della cattedrale di Noto
Caratterizzato da un’innovativa tecnologia a basso consumo energetico, il nuovo impianto riflette l’impegno della città di Noto nei confronti della sostenibilità e del risparmio energetico, riducendo l’impatto ambientale e rendendo l’esperienza visiva della cattedrale ancora più affascinante.
“Il nuovo sistema d’illuminazione artistica della cupola della Basilica della cattedrale San Nicolò – ha tenuto a sottolineare il Rettore parroco, don Maurizio Novello – è stato totalmente finanziato della stessa cattedrale, in sinergia con il Comune. La sua progettazione è stata attuata ripristinando interamente l’impianto originario e ricollegandolo all’illuminazione pubblica del centro storico. Si tratta – ha aggiunto – di un’opera voluta fortemente sia dalla chiesa che dal Consiglio pastorale della cattedrale in risposta alle richieste e alle sollecitazioni di tanti cittadini e turisti. Chiunque, qui a Noto, ha fatto e continua a fare la sua parte per rendere la città più bella e noi siamo davvero orgogliosi di essere riusciti a fare tutto questo” ha concluso.
Estremamente soddisfatto per il risultato visivo ottenuto attraverso la nuova illuminazione anche il sindaco della città, Corrado Figura, il quale, esaltando la rinnovata bellezza di uno dei monumenti più rappresentativi di Noto e del suo apprezzatissimo barocco, ha parlato di “passo importante nell’ottica della valorizzazione del patrimonio culturale e storico”.
Le critiche sui social
Come spesso accade in queste circostanze, tante e diverse sono state le reazioni sui social in merito al nuovo aspetto della cattedrale di Noto. La maggior parte dei cittadini hanno espresso il loro entusiasmo per la nuova illuminazione che dona maggiore fascino alla basilica. Ma non mancano, tuttavia, le critiche di chi paragona, la nuova cupola in versione notturna, ad un “razzo” auspicandosi, addirittura, un rapido ritorno al passato.

La cattedrale, la cupola e il terremoto di Noto
La lunga storia della cattedrale di Noto è stata segnata da numerosi crolli legati sia agli eventi sismici che si sono succeduti nella Sicilia orientale nel corso degli anni, che a difetti di natura strutturale. Costruita dopo il grande terremoto del 1694, ha subito diversi interventi di restauro e consolidamento delle strutture portanti della basilica.
Tra i più importanti si ricordano quello successivo al terremoto del 1848, che causò il crollo della cupola e delle due cappelle laterali oltre che di due altari: i lavori di ricostruzione furono in quel caso completati dopo oltre 10 anni. Agli inizi del Novecento furono eseguiti numerosi altri lavori interni, ma i danni più rilevanti sono legati al sisma del 1990, il quale rese necessari degli interventi di consolidamento che non bastarono ad evitare vari crolli tra i quali proprio quello della cupola nel 1996, legato ad un grave difetto ai pilastri della navata centrale. La ricostruzione, dopo tante polemiche e la rimozione delle macerie, iniziò nel 2000 utilizzando gli stessi materiali delle maestranze locali del Settecento, come la pietra di Modica. Si cercò di garantire una funzionalità antisismica all’edificio, anche attraverso l’uso della fibra di carbonio. I lunghi e complessi lavori di restauro terminarono nel 2007 con la riapertura al culto della cattedrale. Nel 2011, poi, venne finalmente completata la cupola con gli affreschi della Pentecoste ed i caratteristici pennacchi riportanti le immagini degli Evangelisti.


















