Metodico come un ingegnere, creativo come uno sceneggiatore e uno scrittore, palermitano ma cittadino del mondo, Carlo Calabrò non può prescindere dalle due anime della sua formazione ed attività nel suo romanzo d’esordio “Meccanica di un addio”. Uscito nelle librerie il 25 ottobre scorso, edito da Marsilio Editori, è un noir ambientato nel cuore della lussureggiante foresta amazzonica, dove la natura è a rischio ma anche le aspirazioni del protagonista, in un intreccio narrativo che sfugge ai paradigmi del genere. “È un giallo sporco, dove non tutto si risolve perché la vita è complessa”, preannuncia l’autore.
Chi è Carlo Calabrò, scrittore di “Meccanica di un addio”
Carlo Calabrò è nato nel 1981 a Palermo, ma vive e lavora a New York. Bioingegnere per formazione, sceneggiatore e attore per passione, in passato è stato anche consulente, banker e imprenditore tra Parigi e San Paolo. Lo scrittore di “Meccanica di un addio”, che in questi giorni sta presentando il suo romanzo in Sicilia, ha svelato a Be Sicily Mag alcuni retroscena e curiosità su di sé. “Ho lavorato come ingegnere in Francia per molti anni, poi in Brasile e adesso faccio lo sceneggiatore negli Usa, oltre a scrivere anche narrativa. A Palermo ritorno d’estate, cerco di fare in modo che i miei bambini newyorkesi siano anche un po’ palermitani. Ho cambiato totalmente vita per una serie di fortuite coincidenze. Quando lavoravo in banca in Brasile, ho avuto un fornitore con cui è nata una bella amicizia e con cui ho cominciato a occuparmi, un po’ per hobby, di progetti di sceneggiatura, che sono diventati l’attività preponderante da quando mi sono trasferito a New York. Scrivo a tempo pieno dal 2020”. Come coautore, con il padre, il giornalista e saggista Antonio Calabrò, in passato ha pubblicato il saggio “Bandeirantes. Il Brasile alla conquista dell’economia mondiale”.
Anche nel libro “Meccanica di un addio” c’è qualche riferimento al suo passato. “Sono arrivato in Brasile nel 2008. Ho lavorato in consulenze strategiche e poi in banca per molti anni. Per cinque anni sono stato anche stato imprenditore con un’azienda che produceva mobili in Amazzonia con legnami sostenibili. Molti personaggi di questo libro sono ispirati ai miei fornitori storici, trasfigurati. Tengo molto al tema dello sviluppo sostenibile. È un problema molto grave quello della deforestazione e conosco bene le dinamiche, ne ho voluto parlare con il linguaggio della narrativa, per arrivare meglio ad pubblico più vasto. Il libro è un noir con un’indagine ambientata nella foresta, con dei morti. Nella trama, ci sono delle organizzazioni criminali, c’è un’avventura rapida e ritmata. Da sfondo, ci sono le strutture sociali, politiche ed ambientali che impattano sull’Amazzonia”.
La trama del libro “Meccanica di un addio”
“Meccanica di un addio” è dunque un originale e avventuroso thriller ambientato nel cuore della lussureggiante giungla tropicale, tra spaesamenti, questioni ecologiche, dilemmi etici e palpiti del cuore. “Il personaggio principale – spiega Carlo Calabrò – è Florian Kaufmann, che molla la sua vita in Svizzera e va in Brasile a mettere su un’impresa etica, ma trova un ambiente ostile. Il personaggio è nato dalla sintesi di diversi imprenditori stranieri che ho incontrato in Brasile, compreso me, che all’inizio sono in difficoltà perché non riescono a capire il Paese. Non nascondo, inoltre, che essendo cresciuto negli anni Ottanta a Palermo, nella mia memoria, ci sono anche tutti gli episodi e i fatti criminali avvenuti in Sicilia. Il Brasile è una metafora della Sicilia. Certe attitudini criminali possono essere simili ma ogni lettore alla fine immedesimandosi ci vede ciò che vuole”.
Kaufmann nel libro incorre in problemi più con gli esseri umani che con gli animali della foresta. In particolare con quelli del minuscolo villaggio brasiliano di Araxá do Oeste, dove il suo sogno d’impresa ecologica ed etica si rivela un probabile fallimento. E proprio quando sembra che gli affari possano finalmente andare per il verso giusto, i suoi progetti vengono stravolti, costringendolo a barcamenarsi tra poliziotti incapaci, concorrenti senza scrupoli, zelanti assicuratori e una rete di criminali pronta ad assoldarlo. O forse a farlo fuori. La logica, in Brasile, raramente è lineare. La ricerca della verità porterà Kaufmann a riconsiderare le sue scelte personali e professionali, obbligandolo a riesaminare i suoi principi morali e ad accettare i suoi limiti e le sue debolezze e, infine, a fare una scelta radicale e risolutiva.
Il genere thriller nella letteratura e in televisione è sicuramente gettonato. “In Sicilia, ricordiamoci che il successo straordinario e contemporaneo dei gialli lo dobbiamo a Camilleri. Il grosso dell’attenzione del pubblico televisivo l’ha creato anche Zingaretti con il suo Montalbano. Aiuta molto nel buio della vita quotidiana il fatto che un giallo comincia e finisce, cosa che rassicura, mentre nella vita non succede questo. Anzi non riusciamo mai a capire il senso dei fatti. Meccanica di un addio però non è un giallo canonico, perché ci sono tante complessità che il protagonista non capisce fino in fondo. Alla fine, riusciamo a farci un’idea di cosa è successo e perché, ma non con la stessa catarsi di un giallo classico in cui tutto è risolto. Rimane quella confusione tipica della vita”.
Il press tour e i prossimi progetti di Carlo Calabrò
Il tour di presentazione di “Meccanica di un addio” è partito il 30 ottobre da Palermo nella libreria Modus Vivendi. Le prossime tappe sono il 26 novembre Enna, Al Kenisa Caffè Letterario, in via Roma 481, alle 18, alla presenza di Carlo Cucchiara e Consuelo Cantaro. A Torino, invece, il libro sarà presentato il 2 dicembre al Circolo dei Lettori (via Gianbattista Bogino 9) alle 18:30 con Darwin Pastorin. A Verbania, tappa martedì 3 dicembre al Circolo dei Lettori alle 18.30, con Francesca Battistella. A Milano, l’autore sarà presente il 4 dicembre al Noir in Festival, presso Rizzoli Galleria, in via Vittorio Emanuele II, a partire dalle 18, con Bruno Arpaia e Giuseppe Genna.
E sui prossimi progetti: “Sto lavorando ad alcune sceneggiature di film e serie tv in Brasile e Los Angeles. Stiamo inoltre lavorando ad una sceneggiatura che adatti la trama di Meccanica di un addio al grande schermo. Sarà un film da produrre in Brasile”, ha spiegato Carlo Calabrò. L’autore ha escluso l’eventualità di un sequel: “Me lo hanno già chiesto alcuni lettori. Il finale è netto e dà il senso al libro, dove l’addio è un addio. Non penso di far tornare indietro il protagonista. Nessuno di noi è due volte la stessa persona. Non è al momento una mia priorità in quanto non sono un appassionato della serializzazione dei personaggi, però non si sa mai. Ho invece un paio di idee per altri libri”.





















