Un’associazione trasversale e apolitica che promuove il confronto con i cittadini al fine di determinare, attraverso delle proposte da sottoporre alle istituzioni, le strategie per risolvere le problematiche più urgenti in riferimento all’inserimento delle rade del Porto Grande di Siracusa e di Santa Panagia nell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale. Grazie alla partecipazione di tanti cittadini è nata, lo scorso gennaio, una nuova realtà, quella del gruppo “Porto di Siracusa Anna Maria Lepik”, presieduto da Giovanni Randazzo.
L’esordio sulla scena cittadina dell’associazione, avvenuto ufficialmente con la presentazione di martedì 4 febbraio in via Arsenale, è volto a provare a “scavare fino in fondo”, grazie anche all’ausilio del “Comitato per il decoro e la riqualificazione urbana” di Pucci La Torre, su un argomento che, non solo economicamente ma anche sotto tanti altri punti di vista, “può davvero incidere sul futuro di Siracusa”.
L’idroscalo di Siracusa e l’auspicata “smilitarizzazione” dell’area
È così che, aprendo alle idee dei cittadini e di eventuali nuovi interlocutori, come Confindustria ed altre realtà locali, l’associazione “Porto di Siracusa Anna Maria Lepik” vuole instaurare un confronto ed analizzare in maniera approfondita eventuali opinioni che, poi, daranno vita a delle reali proposte. Ciò avverrà a partire da quelle legate all’idroscalo, una zona attualmente inaccessibile ed in relazione a cui è stata rimarcata l’esigenza di una smilitarizzazione, per far sì che possa davvero “diventare un’area unica sotto il profilo paesaggistico e culturale, essendo ben integrata al centro storico di Ortigia”. E proprio attraverso l’ausilio di una serie di mappe e delle relative particelle, sono stati illustrate, in sala, le motivazioni del ricorso al Tar da parte del Comitato sul bando per la riqualificazione e la valorizzazione dell’area.
Il porto di Siracusa e la sua attività
Attraverso un excursus storico sul porto di Siracusa e sul modo in cui, negli ultimi anni, esso abbia “arretrato il proprio ambito d’azione” senza trovare un’identità ben precisa, inoltre, sono state avanzate numerose proposte di carattere tecnico. “Sempre nel rispetto degli organi decisori ma riflettendo e fantasticando sulle opzioni alternative legate all’attività portuale”, hanno sottolineato i membri della neonata associazione.
In quest’ottica anche l’onorevole Stefania Prestigiacomo, ex Ministro e tra le principali sostenitrici dell’iniziativa, ha sottolineato come “le scelte compiute di recente siano state sempre appannaggio delle zone più remunerative della città, anche se, in un periodo di grande silenzio in cui si registra un’assoluta mancanza di confronto, serve capire realmente che cosa si possa fare e soprattutto quello di cui Siracusa ha bisogno”.


















