Il 21 febbraio 2025 si celebra la Giornata nazionale del Braille. Istituita dalla legge 126/2007, questa ricorrenza ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica ed affrontare le tematiche legate alla disabilità visiva. Il sistema, ideato nel secondo decennio dell’Ottocento dal francese Louis Braille, è infatti un metodo di scrittura e lettura tattile che consente alle persone non vedenti di leggere e scrivere, attraverso una serie di puntini in rilievo organizzati in una matrice di sei punti, dove ci sono lettere, numeri o simboli. Grazie alle numerosissime combinazioni si può esprimere qualsiasi concetto, dai contenuti più semplici a quelli più complessi. A omaggiarlo, in questa speciale data, anche l’Università degli Studi di Catania.
A Catania un evento che celebra la Giornata nazionale del Braille
Il convegno “Cento anni di istruzione e duecento anni di Braille… un patrimonio prezioso”, organizzato dall’Università degli Studi di Catania nonché dalla sezione locale dell‘Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, ha visto la partecipazione della Direzione Generale Educazione Ricerca e degli istituti del Ministero della Cultura. Per l’occasione sono stati celebrati i duecento anni dalla nascita del sistema di scrittura e lettura Braille e cento della scuola di metodo per gli educatori dei ciechi istituita a Roma grazie all’impegno di Augusto Romagnoli, autore peraltro del primo testo di pedagogia speciale.
La mattinata è stata ricca di interventi. Dopo i saluti istituzionali, sono state affrontate le tematiche legate all’educazione e al Braille inteso quale strumento di integrazione, ponendo l’accento su temi attuali come accessibilità ed inclusione sociale. Indispensabili, a tal proposito, il ruolo dei centri territoriali di supporto, le attività del centro di riabilitazione visiva dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti nonché le politiche di inclusione a livello nazionale e internazionale.
I pareri degli esperti
Esperti e studiosi presenti si sono confrontati per promuovere le buone pratiche e le strategie utili per assicurare e garantire l’accessibilità e l’inclusione alle persone affette da disabilità visiva. La Prof.ssa Paolina Mulè (P.O. di Didattica e Pedagogia Speciale e Direttrice del Corso di Specializzazione per il Sostegno (TFA) si è molto focalizzata sul binomio disabilità ed inclusività, sostenendo l’importanza di una scuola inclusiva e formativa per tutti. Ma per raggiungere tale obiettivo, ha sottolineato, è necessario un lavoro energico, fatto di azioni concrete, che utilizzi gli strumenti che la normativa propone. Per quanto riguarda il museo tattile, ha altresì ribadito l’importanza di un percorso multisensoriale permanente in un museo che si evolve e diventa un’aula didattica, un luogo che va oltre la contemplazione dell’arte in ogni sua forma ma diviene una vera e propria esperienza percettiva.
Il Prof. Stefano Salmeri (P.O. di Pedagogia generale e sociale – Università degli Studi di Enna “Kore) ha ribadito che il Braille ha cambiato la vita ai soggetti non vedenti ed ipovedenti, sviluppando in essi delle migliori capacità di comprensione e di analisi delle informazioni. “È errato parlare di persone speciali, il mondo è di tutti, non esiste normale e speciale”, ha affermato tra gli applausi della ricca platea dei partecipanti al convegno. Avere una scuola inclusiva, secondo l’esperto, significa considerare tutte le esigenze degli studenti e soddisfarli con degli strumenti adeguati. Nel caso di alunni ciechi o ipovedenti la semplice spiegazione verbale non permette però di avere un’adeguata formazione. Per questa ragione bisogna formare il corpo docenti affinché sia capace di insegnare ad un gruppo eterogeneo di studenti.

Nel pomeriggio, spazio poi a due workshop: il primo dedicato all’inclusione dei bambini ipovedenti affetti da più disabilità, il secondo all’accessibilità museale, con l’intervento della funzionaria DGERIC Elisabetta Borgia.





















