Tanta solitudine e una gran fatica per trovare il proprio posto nel mondo. Attorno a questi sentimenti ruota la figura di Leonardo Gravina, protagonista del film Diciannove interpretato dall’attore palermitano Manfredi Marini. La pellicola, presentato nella sezione Orizzonti dell’ultima Mostra del Cinema di Venezia, è il primo lungometraggio del regista palermitano Giovanni Tortorici, prodotto da Luca Guadagnino, sempre pronto a dare risalto a nuovi talenti. La promettente opera è al cinema da poco meno di un mese, distribuita nelle sale da Fandango. A raccontarla a BE Sicily Mag è stato proprio il massimo esponente del cast.
Manfredi Marini e il ruolo da protagonista in “Diciannove”
In Diciannove, l’attore palermitano Manfredi Marini interpreta Leonardo Gravina, diciannovenne perso nel mondo e alla ricerca di una strada da percorrere. Ambientata nel 2015, la pellicola racconta le vicende del protagonista, che, dopo aver lasciato la sua città natale, Palermo, si trasferisce a Londra per studiare Economia. Il futuro a cui ambisce, però, si rivela incerto e insoddisfacente, spingendolo a cambiare ancora una volta vita e tornare in Italia. Arrivato a Siena, si iscrive alla facoltà di Lettere, ma abbandona presto gli studi per dedicarsi a un percorso di ricerca personale. Un viaggio non solo fisico ma anche interiore in quanto, attraverso i propri ricordi, cerca di affermarsi.
“Leonardo Gravina – ha spiegato Manfredi Marini – non è altro che l’alterego di Giovanni Tortorici (il regista, ndr) e vestire i suoi panni è stato molto interessante. Ho impiegato mesi per prepararmi al ruolo e credo di non esserne ancora uscito completamente. Per me la sceneggiatura di Diciannove è meravigliosa: profondamente intima e cruda. Poter studiare così bene l’intimità di una persona è stato davvero un privilegio. Leonardo è un personaggio che Giovanni non vuole abbandonare e io spero che il progetto Diciannove possa proseguire” rivela l’attore.
Diciannove è insomma un film fatto da giovani per i giovani: la pellicola di Giovanni Tortorici, regista under 30, parla in maniera schietta e diretta alla generazione Z. “Durante il tour promozionale del film ha notato che il pubblico molto giovane riusciva a instaurare una grande empatia con il personaggio di Leonardo, mentre quello più adulto, seppur non capisse appieno le scelte e le azioni del personaggio, era incuriosito dalle dinamiche che muovono le generazioni più giovani”, ha raccontato l’attore.

L’esordio da attore di Manfredi Marini
Manfredi Marini, dopo il ruolo di Leonardo Gravina, è pronto a nuove avventure nel mondo del cinema, con sulle spalle un bagaglio non di poco conto. “Diciannove mi ha regalato delle esperienze incredibili come l’opportunità di conoscere Luca Guadagnino. Nel corso della mia carriera farò tesoro dei consigli che mi ha dato. Essere entrato in contatto con la sua immensa cultura, la sua etica del lavoro e la grande professionalità che mette in tutto quello che fa, mi ha profondamente ispirato”.
Dopo l’esordio, l’attore sta già partecipando a nuove produzioni, sia nazionali che internazionali. “Una produzione inglese mi affascina molto”, ha svelato. Nonostante il profondo amore per la sua Sicilia, il cinema per Manfredi Marini non ha confini e, infatti, il suo sogno è quello di dedicarsi in toto a produzioni internazionali. “Recitare in inglese non mi preoccupa e adesso sto approfondendo anche lo studio del francese, per riuscire a mettere piede anche in quell’industria”.
E sul futuro, ha aggiunto: “In questo momento sto lavorando a diversi progetti, alcuni più grandi e altri più piccoli. Questi ultimi mi appassionano particolarmente a livello di sceneggiatura, è quella in realtà la mia principale passione. Amo il cinema e, in origine, il mio desiderio era proprio quello di dedicarmi alla regia e alla scrittura. Ne parlavo spesso con il mio professore di storia e filosofia al liceo, anche lui grande appassionato di cinema. È stato proprio lui a parlarmi di Diciannove. Mi ha convinto a presentarmi al provino, così la recitazione è arrivata nella mia vita”. Non è da escludere che proprio il personaggio di Leonardo Gravina possa regalargli più avanti nuove soddisfazioni.





















