Buono, pulito e giusto. In assenza di questi aggettivi, associati al menu ma anche alla tipologia di ristoranti, osterie, pizzerie e alla provenienza delle materie prime (e si potrebbe continuare), non tentate neppure di partecipare alla rigidissima trafila da affrontare per tagliare il traguardo dell’ammissione nell’Alleanza dei Cuochi Slow Food. Che in realtà è una rete solidale, emanazione della chiocciolina rossa inventata da Carlo Petrini, che riunisce i 1.346 cuochi di osterie, ristoranti, bistrot in 36 Paesi del mondo impegnati a utilizzare ogni giorno, nelle loro cucine, le materie prime e i prodotti Presìdi Slow Food assieme ai vini dei loro territori. Un patto fra cuochi e produttori di piccola scala, per promuovere e proteggere la biodiversità locale ed educare appunto a una cucina buona, pulita e giusta, preservando la biodiversità.

Salvo Baudo, nuovo chef dell’Alleanza dei Cuochi Slow Food
L’esclusivo club, ha accolto proprio qualche giorno fa una new entry in Sicilia: si tratta di Salvo Baudo, chef dell’Osteria Cantine Nicosia di Trecastagni, ai piedi dell’Etna che, per l’occasione, ha organizzato “Il Gusto di fare Alleanza”, evento gastronomico a tutto tondo, rivelatosi trionfo dell’infallibile tris d’assi vino-cibo-presidi del territorio.
Maestri di cerimonia sono stati la fiduciaria della condotta catanese di Slow Food, Anastasia De Luca – che con l’evento enogastronomico ha chiuso in bellezza il suo mandato decennale alla guida dell’associazione – e Graziano Nicosia, patron delle Tenute Nicosia, che con la serata speciale ha aggiunto una bella pagina al nutrito calendario di eventi organizzati in vigna e cantina, sempre in perfetto equilibrio tra valorizzazione del patrimonio gastronomico e promozione dei vini del Vulcano di propria produzione, con le bolle del “Sosta Tre Santi”, dal medagliere sempre più nutrito, a svettare su tutti.

Nel piatto i sapori del territorio
Banchi d’assaggio slow wine, buffet slow e, a tavola, un menu realizzato esclusivamente con i Presìdi del territorio: lo chef Baudo, del resto, studiava da settimane il mix perfetto per festeggiare la “sudata” (ipse dixit) entree nell’Alleanza. E, dopo 30 anni passati a sperimentare ai fornelli, alle prese con una cucina che innovi le ricette della nonna nel rispetto di stagionalità e materie prime, ora sogna l’ingresso nella guida delle Soste di Ulisse. Vedremo.
Sono 435 gli chef italiani – tra loro tante donne – divenuti ambasciatori dell’Allenza dei Cuochi che, in Sicilia, conta oggi cinque ristoranti, sei osterie e sei pizzerie. Ogni giorno i cuochi entrano in contatto con i contadini, gli allevatori, i casari, i vignaioli e tutto quel mondo che, sempre più minacciato da fast food e consumo di cibo industriale, rischia letteralmente di scomparire.

I Presìdi Slow Food
“Il Presidio è una piccola produzione di qualità, con una storia lunga almeno 50 anni, che rischia di scomparire – ricorda Anastasia De Luca, durante la masterclass di abbinamento tra Presidi e vini Nicosia – e nel 2000 Slow Food ne contava solo 90 in tutto il mondo. Oggi sono 289 di cui ben 54 individuati in Sicilia. La condotta catanese, quando sono arrivata, era in realtà un gruppo di amici, 50 persone. Oggi siamo centodiciotto – sottolinea De Luca – presenti ovunque ci chiamino per la valorizzazione dei prodotti del territorio. Lascio una associazione sana e della quale vado orgogliosa”.



















