In un mondo che cambia con rapidità, è più che mai necessario ripensare il difficile compito di educare. Con questo obiettivo la Scuola Superiore dell’Università di Catania ha organizzato l’incontro con il sociologo e psichiatra Paolo Crepet, nell’ambito del progetto “Sinergie per orientare e promuovere un’alta formazione innovativa, interdisciplinare, internazionale”. L’evento, dal titolo “Lezioni di sogni“, è stato ospitato presso l’auditorium “Giancarlo De Carlo”, al monastero dei Benedettini, dove ha sede il Dipartimento di Scienze umanistiche. A dialogare con l’esperto la studentessa Maria Elena Arrigo e il presidente della Scuola Daniele Malfitana.
L’incontro con Paolo Crepet a Catania
L’incontro con Paolo Crepet a Catania, intenso e partecipato, ha posto al centro del dibattito il bisogno di ripensare temi che riguardano lo sviluppo del rapporto tra generazioni diverse, come la genitorialità e la scuola. Molti adulti si sentono sperduti, impreparati, quasi impotenti di fronte alle nuove generazioni, mentre i giovani si trovano senza punti di riferimento sicuri, frenati davanti al loro diritto di coltivare i propri sogni. È una vera e propria “catastrofe educativa”, come l’ha definita anche Papa Francesco. Da qui la necessità di ascoltare le proprie emozioni, con l’aiuto di una voce critica che, anche se scomoda, può scuotere i ragazzi e aiutarli ad agire. “Lezioni di sogni” è stata anche un’occasione per riflettere sull’utilizzo della tecnologia e dei social media, ambiti in cui i giovani si sentono spaesati, nonostante l’apparente sicurezza mostrata dietro il display di uno smartphone, e che contribuiscono a fare sì che si trovino impreparati davanti alla complessità della vita reale.
Il discorso del sociologo Paolo Crepet
Nella sua concitata dissertazione, Paolo Crepet ha esortato i giovani a svegliarsi dal loro torpore. “Non basta essere laureati per essere uomini e donne. Bisogna accumulare esperienze, difficoltà, dolori, frustrazioni, rivincite. A me non interessano i ricchi, ma quelli che sognano. Guardate i figli dei ricchi quante idiozie fanno”. Poi un messaggio ai genitori: “Smettete di dare ai ragazzi tutto ciò che vi chiedono, così si crea la necessità e si inventano qualcosa”.
L’esperto ha sottolineato inoltre l’importanza del guardare a grandi modelli, come Cristoforo Colombo, che andò lontano dalla sua Genova, in un posto sconosciuto. “E voi, volete la comfort zone? Io detesto chi vuole essere comodo. Cristoforo Colombo sapeva che nessuno gli avrebbe creduto, ma era convinto che non esistesse nessuno peggio degli ignavi. Oggi gli ignavi brulicano”.
Infine, un invito a parole dure, che scuote gli animi e risveglia le coscienze: “L’unico modo per non morire è volare. Non limitatevi ai messaggini, non evitate gli appuntamenti. Soffrire per amore vuol dire avere un’anima. Non sono un influencer: io penso, scrivo, parlo. Vi diranno di non esagerare, di non avere ambizioni, ma sono assassini dei vostri sogni. A me piacevano Bob Dylan, Marcello Mastroianni, Sophia Loren. Oggi chi vi piace? Questo mondo di petti gonfiati lo lascio a voi. Buona fortuna”.
Articolo di Valentina La Ferrera

















