In occasione della Giornata del Libro 2025, BE Sicily Mag celebra la Sicilia attraverso le pagine dei grandi autori che hanno segnato la storia letteraria dell’Isola, raccontandone l’anima complessa e affascinante. Dai classici intramontabili, come I Malavoglia, La Famosa Invasione degli Orsi in Sicilia e Il Giorno della Civetta, ai romanzi contemporanei, come Addio Fantasmi, Bestie e Come l’Arancio Amaro.
I tre grandi classici che hanno raccontato la Sicilia
È impossibile celebrare la Giornata del libro 2025 senza citare i grandi classici della letteratura siciliana che hanno anche segnato indelebilmente la storia dell’Italia intera. Dai siciliani Giovanni Verga e Leonardo Sciascia, passando per il veneto Dino Buzzati che, in tre momenti diversi della storia e con tre linguaggi differenti, hanno raccontato la Sicilia in tutta la sua unicità.
“I Malavoglia” di Giovanni Verga
Nel 1881, Giovanni Verga dà vita a uno dei classici della letteratura italiana: I Malavoglia. Il romanzo dell’autore catanese è ambientato nel borgo marinaro di Aci Trezza, in provincia del capoluogo etneo, e racconta la storia della famiglia Toscano: una laboriosa famiglia di pescatori, soprannominata Malavoglia, che, affannosamente e con grandi sacrifici spesso inutili, cercano di sopravvivere alle avversità della vita.
Inserito nel Ciclo dei Vinti, insieme a Mastro-don Gesualdo e La duchessa de Leyra, con I Malavoglia, Giovanni Verga racconta il disfacimento di un mondo che sta per essere cancellato dall’epoca moderna, descrivendo con estrema crudezza la vulnerabilità della famiglia Toscano di fronte alla natura e alla storia.
“La Famosa Invasione degli Orsi in Sicilia” di Dino Buzzati
Pubblicato per la prima volta a puntate sul Corriere dei Piccoli nel 1945, La Famosa Invasione degli Orsi in Sicilia è un romanzo scritto e illustrato dal giornalista e scrittore veneto Dino Buzzati.

Il romanzo racconta le vicende che coinvolgono il Granduca di Sicilia e il Re Leonzio, sovrano degli Orsi che vivono sulle montagne dell’Isola. Durante un inverno particolarmente rigido, gli orsi si trovano senza cibo e decidono quindi di invadere il Granducato di Sicilia per sopravvivere, scatenando così una guerra.
La vicenda degli orsi non è altro che una metafora, utilizzata dal giornalista Dino Buzzati per raccontare la resistenza partigiana e la fine della Seconda Guerra Mondiale.
“Il Giorno della Civetta” di Leonardo Sciascia
Una Sicilia decisamente più contemporanea quella raccontata dallo scrittore e giornalista agrigentino Leonardo Sciascia, nel suo romanzo Il Giorno della Civetta.
Nel romanzo pubblicato nel 1961, Leonardo Sciascia racconta del capitano dei Carabinieri Bellodi, ex partigiano proveniente da Parma, che inizia a indagare su un omicidio di matrice mafiosa avvenuto a Santa Fara, un piccolo paese della Sicilia. L’inchiesta di Bellodi, però, si scontra ben presto con un muro di omertà e connivenze.
Quella stessa omertà incontrata da Bellodi, colpisce anche il mondo della letteratura nel quale si inserisce Leonardo Sciascia con il suo romanzo Il Giorno della Civetta. L’opera diventa la più famosa dell’autore perché racconta una mafia che, fino a quel momento era un vero e proprio tabù.
La Sicilia di oggi in tre successi contemporanei
La Giornata del libro 2025 è l’occasione perfetta anche per scoprire nuovi autori e nuovi titoli. La letteratura contemporanea ha continuato a raccontare la Sicilia e le sue diverse evoluzioni. Dalla vita contadina alla brutalità della mafia, passando per le opere di Nadia Terranova, Sofia Pirandello e Milena Palminteri che affrontano le difficoltà di essere donna in una terra ormai troppo arida.

“Addio Fantasmi” di Nadia Terranova
Attesissimo da molti lettori, il secondo romanzo per adulti di Nadia Terranova è stato pubblicato nel 2018. Molto apprezzato anche dalla critica, Addio Fantasmi è stato finalista al Premio Strega 2019.
Il libro segue la storia di Ida, originaria di Messina ma trapiantata a Roma, richiamata in Sicilia dalla madre per aiutarla a sistemare il tetto di casa e fare ordine tra gli oggetti del loro passato. Un passato segnato dalla scomparsa del padre che le ha abbandonate. Ida intraprende quindi un viaggio fisico ed emotivo nella sua terra natia, che le insegnerà a vedere oltre il suo dolore e a essere più percettiva rispetto alle emozioni altrui.
Per l’autrice, messinese come la protagonista, la Sicilia è più di una semplice ambientazione: è uno specchio dell’anima, scrigno di memorie e dolori tramandati. L’Isola è una trappola emotiva da cui è necessario farsi ingurgitare totalmente prima di poter iniziare la catarsi.
“Bestie” di Sofia Pirandello
Pubblicato per la prima volta nel 2022 e presente nella selezione del Premio Strega 2023, il secondo romanzo di Sofia Pirandello si intitola Bestie e racconta di Lucia, della sua famiglia e del rovente paese siciliano che fa da sfondo alle vicende della loro vita. Qui Lucia si sente insoddisfatta e decide di partire per il Nord Italia, dove è più libera di vivere secondo le sue regole. Presto scopre anche un amore così intenso da consumarla. Il Sud però tornerà a chiamarla a sé: il suo destino è infatti scritto nella terra d’origine.
Sofia Pirandello, pronipote dello scrittore e premio Nobel, Luigi Pirandello, nel 2022 è tornata in libreria con un libro ambientato proprio nella terra natale del bisnonno, la Sicilia.
“Come l’Arancio Amaro” di Milena Palminteri
Come l’Arancio Amaro è il romanzo d’esordio della palermitana Milena Palminteri, edito da Bompiani e pubblicato nel 2024.

Il libro dipinge la condizione delle donne siciliane tra gli anni Venti e gli anni Sessanta del Novecento, attraverso gli occhi di Nardina, Sabedda e Carlotta. La prima sogna di laurearsi ma finisce intrappolata nel ruolo di moglie, la seconda vorrebbe poter decidere il proprio futuro ma è troppo povera per poterlo fare e la terza vorrebbe diventare avvocato in un mondo dove solo i maschi ritengono di poter esercitare la professione.
Attraverso le tre protagoniste, Milena Palminteri racconta lo spaccato di una realtà difficile simboleggiata dalla metafora dell’arancio amaro, i cui frutti saporiti e le cui spine affilate simboleggiano rispettivamente la resilienza e il dolore delle donne del romanzo.





















