Onorando il pay-off “La Cultura del vino in Sicilia: una storia millenaria che guarda al futuro”, scelto per lanciare la XXI edizione, Sicilia En Primeur ha chiuso, lo scorso 10 maggio, la propria kermesse 2025 lanciando il manifesto programmatico sul futuro del vino siciliano.
Lo ha fatto con la forza e l’autorevolezza di Assovini Sicilia, che riunisce 101 cantine dell’Isola, davanti ai 100 giornalisti arrivati da tutto il mondo a Modica, la città fulcro del Sud-Est barocco, scelta quest’anno per ospitare le giornate finali dell’appuntamento (dal 6 al 10 maggio) che, di fatto, rappresenta gli Stati Generali del vino in Sicilia.
Sicilia En Primeur, l’evento di Assovini
Lungi dall’approccio celebrativo o convegnistico, con presenze politiche ridotte al minimo, tra panel e talk schedulati al minuto, sono i numeri, gli esperti, i tecnici a parlare, anzi, sono le mille declinazioni del vino, soprattutto quello che verrà. “La nostra non è soltanto una associazione – sottolinea, orgogliosa, la presidente di Assovini, Mariangela Cambria – ma una visione comune”.
E se gli undici, contemporanei, enotour che in tre giorni hanno fatto scoprire alla stampa internazionale gli oltre 11.000 ettari di vigne delle cantine Assovini – dalle Eolie alle Egadi, da Capo Milazzo alla Valle dei Templi, dall’Etna a Noto – sono il core del collaudato format di Sicilia en Primeur, assieme alla irresistibile attrazione esercitata dalle trecento etichette disponibili per la degustazione tecnica walk-around tasting al Castello dei Conti, sono gli speech dei relatori al dibattito ospitato nel Teatro Garibaldi – dopo i quattro talk che in mattinata avevano approfondito le tematiche del neuromarketing, della comunicazione nelle nuove generazioni, della tutela delle produzioni vitivinicole grazie ai nuovi contrassegni di Stato – ad offrire gli spunti e i contributi più interessanti.

Il Master of Wine Andrea Lonardi sul futuro vitivinicolo della Sicilia
È il Master of Wine Andrea Lonardi, valpolicellese doc ma con una esperienza e una conoscenza della Sicilia più che ventennale, a tracciare la rotta e indicare un futuro vitivinicolo ancora in buona parte da conquistare nell’Isola. Lonardi, sfrutta la suggestione di dodici parole chiave, tutte con la S iniziale, per trasformare il fattore S (come Sicilia) in carta vincente. Da “scenario” a “sogno”, nei quindici minuti del suo intervento Lonardi snocciola la ricetta per affrontare una sfida che è già in atto: formare le nuove generazioni di viticoltori, valorizzare siti iconici come l’Etna (ma non solo) e consacrare il vino siciliano come simbolo culturale e identitario di un territorio unico. “La prossima sfida per Assovini Sicilia – rimarca Mariangela Cambria – è tutelare il valore culturale contro dinamiche internazionali restrittive, contro un pensiero che criminalizza un prodotto di civiltà, conoscenza, bellezza e tradizione”.
E, a proposito di antidoti alle criminalizzazioni del vino, da registrare – in assoluta antitesi con le crociate anti-alcool della professoressa Antonella Viola – il pacato ed apprezzato intervento di Sara Farnetti, specialista in Medicina Interna e in Fisiopatologia del Metabolismo e della Nutrizione. “Il vino è un patrimonio unico, genuino, culturale – dice Farnetti – e come tale va preservato. Non ha senso presentare un divieto di consumare alcolici, sarebbe logico ed efficace rendere consapevoli al consumo, deliberare in modo autonomo una revisione delle abitudini. In tal modo realizziamo un cambiamento culturale, insegniamo il rispetto e la cura dell’individuo”.

Enoturismo, consumo consapevole, qualità produttiva e, soprattutto, sostenibilità. Termine, quest’ultimo, caro ad Alessio Planeta, consigliere della Fondazione Sostain, nata nel 2020, grazie al contributo di Assovini Sicilia e del Consorzio Sicilia Doc, guidato da Antonio Rallo, per promuovere lo sviluppo etico e sostenibile nel settore vitivinicolo siciliano. Oggi, le aziende associate sono 44 e quasi 24 milioni le bottiglie certificate Sostain Sicilia “che si dimostra – sottolinea Planeta – sempre più uno strumento fondamentale per il presente ed il futuro del vino siciliano”.
I grandi vini del territorio e la cucina d’autore. L’accostamento – felice connubio che sta rendendo sempre più appetibile ai viaggiatori di tutto il mondo l’esperienza enogastronomica in Sicilia – è diventato collaborazione collaudata tra Assovini Sicilia e La Sicilia di Ulisse, l’associazione che riunisce le eccellenze siciliane nei settori dell’ospitalità, della gastronomia e della viticultura, proprio per il gran finale di Sicilia En Primeur. A firmare la cena di gala sono stati gli chef stellati Accursio Craparo di Radici, Vincenzo Candiano di Locanda Don Serafino, Giuseppe Causarano e Antonio Colombo di Votavota, e Giuseppe Torrisi di Cortile Santo Spirito.





















