Secondo il Mother’s Index 2025, elaborato da Save the Children in collaborazione con ISTAT, la Sicilia è tra le regioni con le condizioni meno favorevoli per le donne che lavorano. Ma ci sono aziende che, nonostante le difficoltà, scelgono di andare controcorrente e dare il giusto esempio. Una di queste è proprio la palermitana DigitalMakers: la prima digital agency siciliana a ottenere la certificazione per la parità di genere.
La parità di genere premia DigitalMakers
In un contesto ancora segnato da divari profondi, DigitalMakers, agenzia di growth marketing con sede a Palermo e struttura remote first, ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere. Si tratta della prima agenzia di comunicazione dell’Isola a raggiungere questo traguardo.
“Abbiamo sempre creduto che il talento non abbia genere, e che offrire pari opportunità di progressione di carriera sia fondamentale per valorizzare le competenze e promuovere una crescita sana ed equilibrata”, ha dichiarato Francesco Anzelmo, CEO e founder dell’agenzia di comunicazione. “In una terra dove troppo spesso una maternità significa uscire dal mercato del lavoro, vogliamo essere un esempio alternativo”.
La certificazione UNI/PdR 125:2022 è una prassi che attesta l’adozione di politiche aziendali volte a garantire la parità di genere in ambito lavorativo: dai processi di selezione assunzione e gestione carriera all’equità retributiva, promuovendo un ambiente privo di discriminazioni e stereotipi di genere e che supporta la conciliazione tra tempo dedicato alla vita e al lavoro.

Nel caso di DigitalMakers, sono state introdotte politiche concrete a favore della conciliazione tra lavoro e vita personale, come ad esempio: settimana corta per le mamme, part-time reversibile, smart working strutturato e giorni di congedo retribuito extra per i papà.
L’agenzia palermitana, dunque, si è distinta per un’organizzazione flessibile e meritocratica, che punta sulla valorizzazione dei talenti femminili: il 58% del team è composto da donne, che ricoprono l’80% dei ruoli apicali, con le RAL più alte in azienda. Inoltre 3 ruoli direzionali su 5 sono ricoperti da mamme.
“Ottenere questa certificazione ci consente non solo di valorizzare ciò che siamo già, ma di migliorare continuamente” ha aggiunto Gabriella Trapani, Responsabile Marketing e del Sistema Parità di Genere dell’agenzia. “Ogni indicatore misurato – dalla presenza femminile nei ruoli apicali alla trasparenza retributiva – ci aiuta a crescere come team e come impresa. Speriamo che tante realtà siciliane decidano di fare lo stesso passo”.
Mother’s Index 2025, i dati di Save the Children
In Italia il 20% delle donne lascia il lavoro dopo essere diventata madre. Un dato allarmante che sale al Sud, dove i tassi di occupazione femminile restano tra i più bassi d’Europa. Secondo il nuovo report intitolato Le Equilibriste e prodotto da Save the Children nel 2025, nel Mezzogiorno il tasso di occupazione delle madri con almeno un figlio minore si ferma al 43,2% e, guardando alla Sicilia, la situazione è ancora più grave: soltanto il 34,9% delle donne lavora: la distanza con i dati medi dell’Unione Europea (66,2%) appare siderale, con oltre trenta punti in meno.
Secondo il Mother’s Index 2025, elaborato da Save the Children in collaborazione con ISTAT, la Sicilia presenta uno dei valori AMPI (Adjusted Mazziotta-Pareto Index) più bassi d’Italia, confermandosi tra le regioni meno virtuose per qualità della vita delle madri. L’indice AMPI misura in modo composito vari fattori: occupazione, accesso ai servizi per l’infanzia, salute, rappresentanza politica, soddisfazione soggettiva, demografia e prevenzione della violenza di genere.
Questo dato certifica le difficoltà quotidiane delle madri siciliane nel conciliare maternità e lavoro, e rende ancora più urgente promuovere politiche pubbliche e modelli aziendali che contrastino attivamente la penalizzazione della genitorialità. Eppure, modelli alternativi sono possibili ed è proprio dal tessuto imprenditoriale locale a dimostrarlo.





















