Il Parco Paternò del Toscano, a Sant’Agata Li Battiati, nel catanese, ha aperto al pubblico lo scorso 26 maggio. Una risorsa in termini di verde pubblico per l’intero l’intero hinterland etneo, che da tanti anni è in cerca di nuove aree da rivalutare quando si tratta di preservare la natura. Il restauro e la valorizzazione dell’area sono stati possibili grazie anche a fondi ricevuti dal Ministero della Cultura nel 2022. I lavori si erano conclusi nello scorso mese di dicembre, poi l’inaugurazione prima per le scuole e poi per l’intera cittadinanza. Lo spazio sarà fruibile dal mercoledì alla domenica, giorno dedicato alle visite guidate del giardino storico.
Il visionario Parco Paternò del Toscano deve il suo nome al paesaggista Ettore Paternò del Toscano, nato nel 1919 e venuto a mancare nel 2009. Amava definirsi un “appassionato giardiniere”. Dopo la guerra, acquistò il terreno lavico e iniziò a sperimentare la vegetazione subtropicale. Nell’area nel tempo è avvenuta la piantumazione di piante, di cui moltissime erbacee, per porteranno alla presenza nel giardino di farfalle e altri insetti impollinatori, oltre che la messa a dimora di trenta cultivar diverse di agrumi. Adesso un nuovo ulteriore passo in avanti.
Il progetto della famiglia di Ettore Paternò
A spiegare i dettagli del progetto che ha portato alla rinascita del Parco Paternò del Toscano è stata Stena Paternò del Toscano, nipote di Ettore. “Abbiamo realizzato una nuova porzione al servizio del giardino storico, che chiamiamo Nuovo Parco Urbano, con un suo accesso dedicato, e un anfiteatro, una serra didattica e delle nuove collezioni botaniche, soprattutto legate all’insegnamento e alla biodiversità. Abbiamo piantato oltre 2000 piante tra alberi, cespugli ed erbacee. Ci sono delle piante che servono ad attirare gli impollinatori e le farfalle. L’area, che non richiede visita guidata, è pensata anche per persone che vogliono lavorarci o organizzare eventi”.
“È un giardino lavico – ha spiegato ancora – con piante endemiche, molte querce, felci, muschi, che costituiscono già un contributo alla qualità dell’ambiente. Con questa ulteriore possibilità abbiamo incrementato parecchio perché abbiamo aumentato la superficie di quasi un ettaro. Il giardino storico vanta collezioni di tutto il mondo, soprattutto palme, agavi e la porzione di bosco mediterraneo, con querce, roverelle e pistacchi. Nel giardino storico abbiamo il lentisco, l’euforbia, un frutteto con alcuni alberi della tradizione etnea, trenta diverse cultivar di agrumi e un campo di fiori selvatici per attirare api e farfalle
I cenni storici riguardanti l’area sono importanti, soprattutto per la presenza di verde in una zona ormai occupata quasi del tutto dal cemento. “Mio nonno – continua Stena Paternò del Toscano – ha acquistato il terreno nel 1949 e ha iniziato a piantare nel giardino alla fine degli anni ’50. È morto nel 2009 e noi continuiamo la sua attività. Il progetto era già importante quando è cominciato l’ampliamento di Catania verso queste zone, con le costruzioni fatte con poca programmazione. Mio nonno andò in Sovrintendenza per chiedere l’apposizione del giardino come storico monumentale e la ottenne. Era riuscito già a preservare il giardino dalla speculazione edilizia, dato che costituisce anche un residuo del bosco etneo, che arrivava fino a Barriera del Bosco”.

Gli eventi in programma
Quel che quindi salta all’occhio di questa nuova area nel catanese è dunque la sua composizione naturale volta a preservare tutto quello che la natura ha dato alla provincia, ma al tempo stesso la volontà di renderla fruibile ad un ampio pubblico. “Abbiamo diversi eventi in programma, come le Giornate Europee del Giardino il 7 e l’8 giugno, con tariffe basse e con un concerto per il secondo giorno per l’inaugurazione dell’anfiteatro, che si chiamerà Teatro degli Aromi, perché lì abbiamo piantato erbe aromatiche”, ha concluso Stena Paternò del Toscano.



















