Il 2 giugno 2025, durante le celebrazioni della Festa della Repubblica, l’Etna ha offerto uno spettacolo tanto affascinante quanto inquietante: una potente eruzione ha generato una colonna di fumo e cenere alta oltre sei chilometri, visibile da gran parte della Sicilia orientale.
L’attività eruttiva, originatasi dal cratere di Sud-Est, è stata caratterizzata da esplosioni, fontane di lava e un flusso piroclastico che ha interessato la Valle del Leone. Nonostante la spettacolarità dell’evento, le autorità hanno confermato l’assenza di pericoli immediati per la popolazione, mentre il sistema di allerta precoce ETNAS dell’INGV ha monitorato attentamente l’evoluzione del fenomeno.
Implicazioni e portata dell’eruzione dell’Etna
Per comprendere meglio la portata e le implicazioni di questa eruzione, Be Sicily Mag ha intervistato Eugenio Nicotra, vulcanologo e Professore Associato presso l’Università della Calabria.
Partendo da ipotesi sulla durata della nuvola di fumo e sulla pericolosità di questa eruzione, il vulcanologo commenta: “Negli ultimi quindici anni, l’Etna ci ha abituati a uno stile eruttivo caratterizzato da eventi brevi ma intensi. Dal 2011 assistiamo a una sequenza di eruzioni parossistiche che si alternano con frequenza variabile. L’evento del 2 giugno si inserisce in questo contesto: è stato breve, con l’acme intorno alle 11:30 del mattino e attualmente possiamo considerarlo concluso. Non ci sono pericoli immediati per la popolazione, anche se è probabile che si verifichino altri episodi simili in futuro”.

“È prevedibile – continua Nicotra – che l’Etna continui a manifestare attività eruttiva, ma non ci aspettiamo eventi significativamente diversi da quelli osservati finora. Eruzioni simili a quella del 2 giugno si sono già verificate, per esempio, il 16 e il 27 novembre 2006. La comunità scientifica ha studiato a fondo queste dinamiche, monitorando gas e dati sismici, e siamo in grado di comprendere e prevedere tali fenomeni. Eventi di questa intensità sono relativamente rari, ma non inaspettati.
In relazione alle escursioni sull’Etna lo stesso professore suggerisce: “Le decisioni in merito all’accesso turistico spettano agli amministratori locali, poiché l’Etna ricade sotto la giurisdizione di diversi comuni. Ogni comune emette ordinanze in base all’attività eruttiva nella propria area. Tuttavia, considerando che l’evento del 2 giugno è già terminato, è probabile che i percorsi turistici vengano riaperti a breve, se non lo sono già stati”.



















