La diaspora dei siciliani, costretti a cercare lavoro in altre regioni o all’estero, si può fermare. Affinché ciò avvenga, occorrono però politiche mirate, un’attenzione speciale rivolta ai giovani e il sostegno a specifiche filiere strategiche, che possono contribuire sensibilmente alla crescita culturale, economica e sociale, creando nuova occupazione attraverso progetti di sviluppo territoriale. È questa la mission della Fondazione Marea.
Cos’è Fondazione Marea: l’idea di Antonio Perdichizzi
La Fondazione Marea è nata nel 2024 da una riflessione di Antonio Perdichizzi. A dicembre ha mosso i suoi primi passi grazie al finanziamento dei “pionieri” – così vengono definiti i soggetti fondatori – che hanno contribuito con mille euro ciascuno. Il numero è decisamente in crescita, ma l’obiettivo è contarne un migliaio entro la fine di quest’anno.
Come spiega lo stesso presidente, il 95% dei contributors è siciliano. Alcuni di loro sono cresciuti sull’Isola e hanno deciso di rimanere, altri sono andati via e poi tornati. “Ma – precisa Perdichizzi a BE Sicily Mag – ci sono anche i siciliani di cuore: ovvero coloro che, pur non essendolo di nascita, sono estremamente legati all’Isola”. L’intenzione è comune: contribuire al futuro di questa terra.
Il ruolo dei donatori è cruciale: con il loro impulso fattivo, creano coesione sociale, mettendo a disposizione non solo risorse finanziarie ma anche tempo e competenze. Il modello di cui la Fondazione si occupa è l’impresa sociale: ovvero, quella dedita ad azioni civiche, solidaristiche, culturali, ambientali ed economicamente sostenibili.
Attualmente la Fondazione è impegnata in una serie di tappe in Sicilia: dopo Catania, Caltanissetta e Palermo, “Onda in Tour”, questo il nome del ciclo di incontri, martedì 8 luglio giunge a Messina, dove la piattaforma progettuale sarà presentata negli spazi di “Innesta”, in viale San Martino 256, dalle 18 alle 20. Il tour toccherà capillarmente tutto il territorio regionale.
L’appuntamento di Palermo
A Palermo, la Fondazione Marea ha illustrato il proprio programma di accompagnamento dedicato alla nascita e alla crescita di imprese sociali in Sicilia, nei locali del Cre.Zi.Plus, all’interno dei Cantieri Culturali alla Zisa, venerdì 4 luglio. Un interessante momento di confronto condotto dal presidente Antonio Perdichizzi. La sua intuizione è stata legata anche alla volontà di fare chiarezza e di colmare la scarsa informazione in atto sulla “dispersione” dei siciliani. “Si può essere utili alla Sicilia – ha puntualizzato – in qualsiasi luogo ci si trovi ma, per farlo, occorre mettersi insieme”. Detto, fatto.
L’evento di presentazione ha visto anche la partecipazione e il contributo di imprese sociali già attive. Nel corso dell’incontro, di particolare interesse è stata la testimonianza di Simone Lucido, coordinatore del progetto “QuattroPuntoZero”, la prima Scuola diffusa di arti e mestieri tradizionali che mira alla piena valorizzazione del patrimonio culturale mediante l’attivazione di processi di sviluppo locale sostenibile. Un esempio di impresa sociale fondata sull’inclusione e l’innovazione, puntando sul rilancio del centro storico di Palermo.
Tra gli ospiti della presentazione, anche Giovanni Zinna di “Moltivolti”, impresa sociale di successo nata nel 2014 nel cuore di Ballarò a Palermo, che unisce persone e culture di provenienza eterogenea – Senegal, Zambia, Afghanistan, Bangladesh, Costa d’Avorio Gambia, Tunisia e Italia – all’insegna della volontà di costruire un futuro più sostenibile: un ristorante, un coworking ma soprattutto un laboratorio di idee che riconosce la diversità come valore e ricchezza. Un’ulteriore testimonianza di come l’impresa sociale possa creare economia, valorizzando, nel caso specifico, il diritto alla mobilità dei migranti.
I prossimi obiettivi della Fondazione Marea
Per la Fondazione Marea, i prossimi mesi si preannunciano densi di sfide importanti. “In Sicilia – osserva Antonio Perdichizzi – i programmi di incubazione e accompagnamento a favore di chi vuole fare impresa, non solo sociale, esistono solo sulla carta o sono sporadici: noi, invece, vogliamo che chi crea un’attività non venga abbandonato a se stesso”. Prossimamente, sono previste delle call ad hoc e, in autunno, un programma di accelerazione a beneficio delle imprese già in attività.
Il prossimo step, oltre all’amplificazione della rete dei pionieri, è rappresentato dall’identificazione dei progetti da supportare: i primi a beneficiarne saranno dodici. “Nei nostri programmi oltre al mentoring, c’è anche l’interlocuzione con enti bancari e realtà economiche consolidate, che potrebbero intervenire a supporto delle imprese sociali nascenti o che hanno voglia di crescere”, conclude il presidente di Fondazione Marea.























