Elena Sabbatini
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Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

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Chi parla solo di sé (e non ti ascolta mai): come gestire i monologhisti della vita

C’è chi parla sempre e chi ascolta sempre: ecco come riconoscere (e riequilibrare) una relazione a senso unico.

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Elena Sabbatini
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Hai presente quelle conversazioni che non sono vere conversazioni? Inizi con un “come stai?”, e vieni travolto da un fiume in piena. Parole su parole, aneddoti, sfoghi, pensieri in libertà… ma nessuno, proprio nessuno, che ti chieda a tua volta: “E tu?”. Alla fine ti ritrovi svuotato, con la sensazione di essere stato solo una sedia vuota. E ti chiedi: perché continuo ad ascoltare chi non mi ascolta?

I monologhisti affettivi: chi sono e perché parlano sempre loro

I “monologhisti della vita” sono ovunque: amici, colleghi, familiari, partner. Non sono necessariamente maleducati o egocentrici nel senso classico del termine. Spesso sono semplicemente inconsapevoli. Parlano tanto perché hanno bisogno di essere ascoltati, di sentirsi importanti, di riempire un vuoto. Altre volte, invece, sono concentrati su sé stessi al punto da non rendersi conto che gli altri esistono davvero.

In ogni caso, il risultato è lo stesso: tu scompari. E il rapporto, lentamente, diventa sbilanciato.

Perché restiamo ad ascoltarli (anche se ci danno fastidio)

C’è un motivo per cui, anche se ci sentiamo ignorati, continuiamo a restare lì ad ascoltare. A volte è educazione: “Non si interrompe”. Altre volte è paura: “Se lo faccio notare si offende”. Spesso è abitudine, oppure un bisogno antico di essere “bravi”, comprensivi, disponibili.

Ma ascoltare senza mai essere ascoltati in cambio non è generosità: è rinuncia. E col tempo, quella rinuncia si trasforma in frustrazione.

Quando il rapporto diventa a senso unico

Ci sono segnali chiari che indicano quando una relazione (di amicizia, coppia o lavoro) è sbilanciata:

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  • Parla solo l’altro, tu sei un pubblico silenzioso
  • Quando provi a dire qualcosa, vieni interrotto o ignorato
  • Le conversazioni ti lasciano esausto o invisibile
  • Hai smesso di raccontare, perché tanto non c’è spazio

Quando questo accade con costanza, è il momento di intervenire. Per rispetto verso l’altro, ma soprattutto verso te stesso.

Come gestire un monologhista con garbo (senza sparire del tutto)

Non sempre è necessario chiudere una relazione. A volte basta riprendere il proprio spazio. Ecco alcune strategie:

  • Interrompere con gentilezza: “Scusa se ti interrompo, ma vorrei condividere anche io una cosa.”
  • Usare l’ironia per rompere il flusso: “Guarda che stai facendo un podcast e io non sono iscritto!”
  • Esplicitare il bisogno di reciprocità: “Mi fa piacere ascoltarti, ma mi farebbe piacere anche condividere qualcosa.”
  • Fare domande a te stesso/a: “Perché continuo a restare in un dialogo che non è un dialogo?”

A volte, per cambiare una relazione, basta cambiare una frase. O trovare il coraggio di dire: “Adesso tocca a me”.

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