Alessia Anselmo
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Giornalista sportiva dal 2013, professionista dal 2023. Ama raccontare i personaggi e le storie che stanno dietro al risultato agonistico. Laureata in lingue moderne e specializzata in giornalismo, tra le sue passioni ci sono i viaggi, la lettura e le serie tv. È incuriosita dalle nuove tecnologie e non vede l’ora di scoprire dove ci porteranno.

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I Jalisse al Festival Voci dal Mediterraneo. L’indipendenza come scelta di senso

Hanno ammaliato il pubblico di Pantelleria nella prima delle quattro serate dedicate ai talenti emergenti della musica europea. Alessandra Drusian e Fabio Ricci si sono raccontati, offrendo una visione lucida e generosa sul senso dell’indipendenza artistica, i sogni che resistono e la bellezza di credere ancora nel proprio percorso, oltre le mode, oltre i no.

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Sinceri, immediati, veri. Affiatati sul palco, come nella vita. Due artisti a tutto tondo, capaci di tenere la scena tra musica e parole, spaziando dai brani più amati della loro discografia ai successi internazionali. Alessandra Drusian e Fabio Ricci, i Jalisse, hanno inaugurato Voci dal Mediterraneo sull’isola di Pantelleria con una presenza intensa e luminosa, regalando al pubblico di piazza Cavour un concerto di mezz’ora all’interno della prima serata dedicata agli inediti di 18 giovani cantautori provenienti da tutta Europa.

I Jalisse sono stati indie prima ancora che esistesse l’indie. “Oggi tutti lo riconoscono come genere musicale, ma per noi l’indipendenza è sempre stata una scelta strutturale. Produrre la nostra musica, scriverla, crederci anche quando sembrava impossibile. Parliamo del ’93 – fa notare Fabio – Eravamo artisti e produttori di noi stessi. E al Festival abbiamo portato tutto questo, senza filtri”.

Nel ’97 hanno infatti vinto Sanremo con Fiumi di parole con la loro etichetta indipendente, un unicum nella storia della musica italiana. “Abbiamo avuto il 100% di controllo creativo. L’unico intervento esterno? La distribuzione Sony Columbia. E basta. Eravamo autori, editori, produttori. E, sì, credo che siamo stati l’unico caso in assoluto a vincere da indipendenti con tutto in mano nostra. È stato rivoluzionario”.

Oggi, mentre l’indie è diventato spesso una formula, i Jalisse ricordano che servono sacrificio, studio, struttura. “Ora è più facile autoprodursi grazie ai social – osserva Alessandra – ma questo non significa che il percorso sia meno impegnativo. Il nostro era un salto nel vuoto, uno di quelli che ti mettono alla prova ogni giorno. E ci siamo costruiti da soli ogni passo”.

Ospiti d’onore a Pantelleria anche in qualità di mentori, hanno parlato direttamente ai giovani artisti che si stanno adesso affacciando alla musica. “La responsabilità è grande – confida Alessandra – Oggi i ragazzi sono fragili, sensibili. Hanno fame di successo, ma avrebbero bisogno di rallentare. Servono tempo, studio, preparazione mentale, fisica e vocale. Non basta postare un video e sperare. Quando sei strutturato, davvero saldo dentro, non ti abbatte nessuno”.

Il consiglio di Fabio, per i nuovi cantanti, musicisti, producer è quello di circondarsi “di persone che vi vogliono bene. È raro trovare qualcuno che abbia a cuore davvero il vostro percorso. Quindi, proteggere il proprio valore e rispettarsi è la prima regola. E rispettare gli altri, anche. È dura, lo sappiamo. Ma è possibile. Divertitevi, fatelo col cuore. Non inseguite le mode, non ascoltate chi vi dice che c’è solo un modo per fare musica. Scrivete ciò che vi emoziona. Cantate ciò che è vostro. Trovate la vostra identità – aggiunge Alessandra – Non fate parte del calderone. Se seguite la massa, sarete uno dei tanti. E sarà ancora più difficile emergere. Sarebbe bello tornare a un ascolto vero, dove si sentono le sfumature, i testi, le storie dietro le canzoni. Così, possiamo davvero aiutare gli artisti a crescere, ad arrivare. Ma senza fretta. Non svendete la vostra disponibilità pur di arrivare. Perché altrimenti qualcuno vi spremerà come un limone. E non resterà nulla”, concludono rivolgendosi direttamente ai giovani cantautori in gara a Pantelleria.

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Leggi anche:  Svelati i big di Sanremo 2026: Levante è l'unica artista siciliana in gara

Provano a rientrare a Sanremo ogni anno, da anni, i Jalisse. Hanno proposto 28 brani consecutivi — tutti scartati. “È un po’ anomalo – ironizza Fabio, che insieme ad Alessandra sembra abbia trovato serenità nella rassegnazione, quasi senza risentimento – Ci siamo chiesti: ma perché no? I pezzi davvero non funzionano? Poi – proseguono nel racconto – abbiamo iniziato a condividere il dubbio sui social. E si è creata una vera alleanza con chi ci segue. Non era solo la nostra domanda. Era diventata, è diventata la domanda di tutti”. Virali sono le video-reazioni all’annuncio dei big in gara

Hanno partecipato all’Eurovision, conquistando il quarto posto. E da lì, il mondo si è aperto. “Grazie a Sanremo, siamo arrivati ovunque. Billboard USA ha recensito l’intero album che conteneva Fiumi di parole e dieci brani sono entrati nella playlist della United Airlines. In America salivi su un volo e sentivi i Jalisse insieme ad artisti del calibro di Whitney Houston! In Italia, invece, niente, neanche la metropolitana”.

“Forse – dice Fabio – la nostra vittoria a Sanremo non è stata gradita. L’anno prima c’era stata polemica tra Ron ed Elio e le Storie Tese, Pippo Baudo era andato via e noi siamo arrivati in un Festival senza un vero direttore artistico. Siamo passati come outsider, abbiamo conquistato l’orchestra, i coristi, tutti. E, forse, qualcuno non l’ha digerito”.

Alessandra sorride. “Non lo diciamo, ma lo sappiamo. A settembre-ottobre tutti si aspettano che vengano annunciati i Jalisse tra i partecipanti. Appena finito Sanremo 2025, i bookmaker ci hanno subito dato in gara per il prossimo anno. Perché no?!”

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