Elena Sabbatini
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Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

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L’ortica, l’erba “che punge” ma fa bene: in Sicilia era un rimedio (e un piatto)

Cresce tra i boschi e pizzica le dita, ma ha virtù curative e un posto d’onore nella cucina popolare siciliana. L’ortica è tornata.

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Tutti la conoscono per la sua fama poco invitante: ti avvicini troppo e zac, ti lascia un ricordo pizzicante sulla pelle. Ma l’ortica, che in Sicilia viene spesso evitata con sospetto, è in realtà una delle piante spontanee più utili, nutrienti e… buone della tradizione popolare. Altro che erbaccia: è un piccolo prodigio verde.

Da temuta a curativa: la doppia vita dell’ortica

Il suo nome scientifico è Urtica dioica, e da secoli accompagna la vita quotidiana dei popoli mediterranei. In Sicilia, l’ortica cresce rigogliosa nelle zone umide, lungo i corsi d’acqua o ai margini dei boschi, ed era usata come pianta officinale, come alimento e persino come fertilizzante naturale.

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Un tempo, le donne la raccoglievano con guanti e la facevano bollire per preparare decotti depurativi, o la aggiungevano nelle minestre. Si diceva che “pulisse il sangue”, e non era solo un modo di dire: oggi sappiamo che ha proprietà diuretiche, antinfiammatorie e remineralizzanti, ed è una delle erbe più ricche di ferro e clorofilla. Una sorta di superfood, ma con le spine.

Foraging tra i rovi: come riconoscerla e usarla in cucina

L’ortica è facile da riconoscere ma scomoda da raccogliere: le sue foglie sono ricoperte di peli urticanti che rilasciano una sostanza acida al minimo contatto. Ma basta una breve bollitura per annullare il “pizzico” e svelare un’erba delicata, dal sapore simile agli spinaci ma più intenso.

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In cucina si usa per risotti, frittate, zuppe, perfino gnocchi verdi rustici. In alcune zone dell’entroterra siciliano, l’ortica veniva impastata nel pane o nel “pasticcio d’erbe” che cambiava a seconda della stagione. E oggi, con la riscoperta del foraging urbano, torna protagonista anche nei piatti dei ristoranti che puntano su cucina naturale e sostenibile.

Dall’orto spontaneo al futuro della biodiversità

In un momento in cui si parla sempre più di sostenibilità, di raccolta consapevole e di ritorno alla terra, l’ortica diventa un simbolo: di resilienza, di conoscenza dimenticata, di riscatto. La Sicilia, che custodisce una biodiversità vegetale straordinaria, è uno dei territori più fertili per riscoprirla e integrarla nella cucina e nella cultura quotidiana.

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Proprio così: ciò che punge, a volte, è anche ciò che cura.

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