L’azione di solidarietà internazionale della Global Sumud Flotilla approda anche in Sicilia. Dopo avere già coinvolto artisti, intellettuali e personalità del mondo dello spettacolo in tutta Italia ed Europa, il movimento farà tappa a Catania e Augusta, con una serie di iniziative pubbliche e momenti di raccolta di beni di prima necessità destinati alla popolazione civile di Gaza, duramente colpita dal conflitto.
Il 3 settembre le due città siciliane ospiteranno incontri, eventi e presìdi per sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere beni essenziali, in risposta alla grave crisi umanitaria in corso. Secondo diverse organizzazioni internazionali, tra cui l’ONU, Gaza si trova infatti in una situazione di carestia conclamata, con migliaia di famiglie prive di cibo, acqua e medicinali.
La Flotilla, composta da decine di imbarcazioni, approderà nei porti di Catania e Augusta il 6 settembre per le operazioni di rifornimento. In quell’occasione si terranno nuove iniziative in piazza, in segno di solidarietà con il popolo palestinese.
Le origini del progetto
La parola Sumud in arabo significa “resilienza” ed è diventata nel tempo simbolo della resistenza del popolo palestinese. È proprio da questo concetto che prende nome la Global Sumud Flotilla, nata dall’unione della Freedom Flotilla Coalition, del Movimento Globale per Gaza e del Maghreb Sumud Convoy. L’iniziativa riunisce medici impegnati nell’assistenza sanitaria, avvocati che difendono i diritti dei palestinesi e giornalisti determinati a raccontare la realtà del conflitto.
Artisti e intellettuali in prima linea
La mobilitazione ha trovato ampio sostegno in Italia ed Europa. Tra i nomi più noti figurano il fumettista Zerocalcare, lo storico Alessandro Barbero, gli attori Alessandro Gassmann e Claudio Santamaria, la band dei Subsonica e la cantante Fiorella Mannoia. A livello internazionale hanno espresso supporto anche l’attivista Greta Thunberg e l’attrice Susan Sarandon, contribuendo a dare visibilità globale all’iniziativa.
La tappa siciliana rappresenta dunque un momento cruciale per unire società civile, cultura e impegno umanitario, con l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione sull’emergenza umanitaria di Gaza.




















