Mariachiara Accardi
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Studentessa presso l’Università degli studi di Palermo. Curiosa, amante della scrittura e delle idee che smuovono. Mi appassionano l’attualità, la politica e l’arte, mondi diversi che intreccio con entusiasmo e spirito critico. Credo non si debba mai smettere di imparare, osservare e cercare.

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Buon compleanno Carmen Consoli: i 10 versi più belli delle sue canzoni

Un omaggio a Carmen Consoli attraverso il ricordo dei suoi versi più amati dal pubblico in occasione del suo cinquantunesimo compleanno

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Mariachiara Accardi
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“Di quei violini suonati dal vento, l’ultimo bacio mia dolce bambina”… Impossibile ascoltare questi versi senza riconoscere la voce di Carmen Consoli in uno dei suoi più grandi capolavori, L’ultimo bacio. Melodie che entrano sottopelle e ritornelli che restano impressi, patrimonio di quello stile inconfondibile che l’ha resa la “cantantessa”.

Nata il 4 settembre 1974, oggi Carmen Consoli spegne cinquantuno candeline. Tanti gli straordinari traguardi ottenuti nella sua carriera: è stata la prima donna a vincere la Targa Tenco ed è entrata nella classifica di Rolling Stone al trentaduesimo posto tra i 100 migliori album italiani.

Le frasi più celebri delle canzoni di Carmen Consoli

Per celebrare Carmen Consoli nel giorno del suo compleanno, ricordiamo alcuni dei versi più celebri tratti dalle sue canzoni. Il repertorio della “cantantessa” è infatti ricco di messaggi importanti, da custodire come piccoli tesori. Parole che raccontano emozioni e rimangono scolpiti nel cuore.

Eccone 10:

Io non posso accontentarmi se tutto quello che sai darmi è un amore di plastica
(Amore di plastica, 1996)

È una denuncia alle relazioni superficiali, prive di sentimenti concreti

Nasce, tra il cemento, un fiore pieno di rabbia, una parentesi di rarità. Dolce come zàgara, la via del ritorno di chi parte e resta sempre qua. Perché ho dovuto perderti per ritrovare il bello di te? Ma proverò a difendere lo stretto necessario che c’è.
(Lo stretto necessario feat Levante, 2019)

È il racconto del rapporto contraddittorio di un siciliano con la sua terra


Stordiscimi, disarmami e infine colpisci. Abbracciami ed ubriacami, di ironia e sensualità
(Parole di burro, 2000)

Al centro del testo Narciso, uomo che ama ammaliare e illudere chi lo circonda

Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio e occhi bendati
(Il conforto feat Tiziano Ferro, 2016)

Il racconto di un’intensa storia d’amore in cui si è forti insieme

Tutto inizia, invecchia, cambia forma. L’amore tutto si trasforma, persino il dolore più atroce si addomestica
(Guarda l’alba, 2010)

Un testo che riflette sulla vita, sul cambiamento e sui passaggi importanti che ci fanno crescere

Se è vero che ad ogni rinuncia corrisponde una contropartita considerevole, privarsi dell’anima comporterebbe una lauta ricompensa
(L’eccezione, 2002)

Un’aspra critica a chi si lascia conformare dalla massa rinunciando alla propria identità

L’amore ai tempi dei miei nonni era sognante. Ricordo come fosse ieri il nostro primo incontro, tu eri un po’ ubriaco e intento a fare colpo
(Sintonia imperfetta, 2014)

Nella difficoltà delle relazioni anche una sintonia imperfetta può costruire un legame autentico

Siamo oceani deserti. Per quanto ci provi non riesco a capire come sei, cosa vuoi
(Oceani deserti, 2015)

Un invito alla comprensione reciproca e ad accettare le differenze

Certe volte l’importante è vedersi più belli, quanto basta per sentire che il mondo è vicino e non è perfetto
(Non volermi male, 2000)

Racconta della speranza di un nuovo inizio che risiede in ciascuno dopo la fine di una lunga storia d’amore

Ricordo il giorno del mio matrimonio, l’abito bianco di seta e d’organza, fiori d’arancio intorno all’altare
(Fiori d’arancio, 2002)

La canzone è una metafora dell’abbandono
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