La Giornata Mondiale Senza Auto, celebrata ogni anno il 22 settembre, rappresenta l’evento conclusivo della Settimana Europea della Mobilità. Il progetto ha l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sui temi dell’inquinamento e della mobilità sostenibile, incoraggiando gli automobilisti a lasciare l’auto a casa per un giorno, scegliendo alternative green come i mezzi pubblici, la bicicletta o una semplice passeggiata.
In quest’occasione, molte di città di tutto il mondo chiudono al traffico le strade principali, trasformandole per qualche ora in spazi più vivibili e sicuri. Secondo il World Carfree Network, ente promotore dell’iniziativa, questo giorno dovrebbe essere una “vetrina per come le nostre metropoli potrebbero apparire senza auto 365 giorni all’anno“, stimolandoci a immaginare un futuro sostenibile che non appaia irraggiungibile.
Eppure, in pochi sanno com’erano questi luoghi quando davvero le auto erano un lusso o addirittura non esistevano.
La Palermo del secolo scorso senza auto
L’automobile è diventata un elemento così radicato nel nostro quotidiano che spesso dimentichiamo quanto recente sia la sua diffusione. Fino a poco più di un secolo fa, le strade delle nostre città erano percorse soprattutto da pedoni, carretti trainati da animali e, in alcuni casi, dai primi tram elettrici. Palermo non faceva eccezione e il suo volto urbano era molto diverso da quello che conosciamo oggi.
Inizi del ‘900: Palermo tra carrozze e tram
Tracce di questo passato sono ancora visibili nelle fotografie d’archivio, che raccontano di una Palermo lontana nel tempo. Gli scatti in bianco e nero restituiscono una città vivace, ma con spazi pubblici più a misura d’uomo.
L’inaugurazione delle prime linee del tram elettrico a Palermo risale al 1899. La seconda ad entrare in funzione offriva un collegamento tra Piazza Marina e Romagnolo lungo 3 km.

Insieme a questa viene attivata una linea Piazza Indipendenza-Porta Reale di 2,5 km. Nelle fotografie tratte dal gruppo Facebook Palermo di una volta vengono mostrate in due diverse prospettive rispetto a Porta Nuova.


Le prime automobili e la Targa Florio
All’inizio del Novecento, Palermo inizia a cambiare. In quegli anni la città era paragonata a Parigi per la fioritura dello stile Liberty, ma anche per la sua modernità. Accanto alle carrozze circolano i primi tram e le automobili, ancora poco diffuse e considerate un passatempo per ricchi. È in questo periodo che il capoluogo siciliano diviene persino un centro di produzione automobilistica.

Protagonista di quell’epoca è Vincenzo Florio, appassionato e pioniere che non solo si cimenta nella costruzione di auto, ma fonda anche la leggendaria Targa Florio, una delle corse più famose al mondo. Tra il 1937-1940, il circuito di gara si trasferisce al Parco della Favorita, trasformando i suoi viali alberati in una pista con rombanti motori da corsa.


Palermo dagli anni ’60 a oggi: il traffico protagonista
L’arrivo massiccio delle auto ha trasformato profondamente Palermo. Le strade si sono adattate a un traffico crescente, i marciapiedi si sono ristretti e molte piazze hanno perso la loro funzione originaria di luogo di socialità, diventando snodi viari o aree adibite al parcheggio.
Già negli anni ’60, con la crescita esponenziale del numero di auto in città, il traffico inizia a diventare un problema: un ingorgo in via Mariano Stabile e un tappeto di automobili in sosta a Piazza San Domenico.


Negli ultimi anni le istituzioni hanno cercato di ripensare la mobilità urbana. Le aree pedonali e la ZTL introdotte nel centro storico da un lato riducono l’inquinamento e spingono i cittadini a muoversi in maniera più sostenibile, dall’altro permettono di vivere Palermo con occhi diversi.
La Palermo del futuro sarà senza auto?
Guardando al futuro, Palermo si trova davanti a una sfida affascinante: trasformarsi in un laboratorio di sostenibilità e innovazione urbana, riscoprendosi in una città – almeno per alcune zone – senza auto.
Quando si parla di mobilità sostenibile, è naturale guardare all’esempio di Parigi. Negli ultimi anni la capitale francese ha puntato con decisione sulla riduzione delle auto nel centro storico, sulla creazione di ampie piste ciclabili e sulla riconquista delle rive della Senna come spazi pubblici. L’obiettivo, con il piano Climat Air Energie Territoriale, è quello di essere una città a zero emissioni e alimentata al 100% da energie rinnovabili entro il 2050.
Chissà che un giorno Palermo non torni a essere paragonata a Parigi.






















