Davide La Cara
Davide La Cara
Giornalista formatosi tra Palermo, Roma e Milano, ha collaborato con diverse testate nazionali e siciliane, trattando temi che spaziano dalla politica al cinema, dall'attualità alla musica. Autore e conduttore radiofonico, ha sviluppato progetti editoriali e radiofonici, raccontando il mondo con uno sguardo critico e innovativo.

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La cultura e il “diavolo”: l’arte di Giuseppe Fava tra impegno civile, politico e intellettuale

Dal 15 settembre 2025 al 6 gennaio 2026 la Galleria d’Arte Moderna ospita un percorso espositivo dedicato al giornalista e artista siciliano, per raccontarne la produzione pittorico-grafica e il suo lascito civile.

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Davide La Cara
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La Galleria d’Arte Moderna di Catania, in via Castello Ursino 32, apre le sue porte a una grande retrospettiva dedicata a Giuseppe Fava, figura centrale della cultura e del giornalismo italiano del Novecento. La mostra, intitolata “La cultura e il diavolo. L’arte di Giuseppe Fava tra impegno civile, politico e intellettuale”, sarà visitabile dal 15 settembre 2025 al 6 gennaio 2026 con ingresso libero. L’allestimento, curato da Vittorio Ugo Vicari, ripercorre le tappe della vita di Fava fino al tragico epilogo del 5 gennaio 1984, giorno del suo assassinio.

Oltre il giornalismo, tra pittura, disegno e incisione

I siciliani conoscono Fava soprattutto come giornalista e drammaturgo, ma questa esposizione ne mette in luce anche la produzione artistica, meno nota ma altrettanto intensa. Pittore, disegnatore e incisore, Fava usò il pennello e il bulino con la stessa passione con cui maneggiava la macchina da scrivere o la cinepresa.

La cultura e il “diavolo”: l’arte di Giuseppe Fava tra impegno civile, politico e intellettuale - Be Sicily Mag - Manifesto Mostra Fava cultura e diavolo page 1
Il manifesto della mostra alla Galleria d’Arte Moderna di Catania

Il percorso espositivo, che attinge principalmente all’Archivio Storico Giuseppe Fava di Gravina di Catania custodito da Giuseppe Maria Andreozzi, restituisce un universo popolato da mafiosi, operai, prostitute, marinai, immigrati e mercanti di strada. Figure osservate senza retorica, con lo sguardo crudo ma umano di chi voleva raccontare la realtà ai giovani e renderla comprensibile attraverso diversi linguaggi.

Un ponte tra generazioni

L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Giuseppe Fava e dalla famiglia del giornalista, nasce in collaborazione con il Comune di Catania e con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti.

“La mostra è rivolta a chi non ha conosciuto Giuseppe Fava e forse non si è mai chiesto perché a Catania esista una via a lui intitolata”, ha dichiarato la nipote Francesca Andreozzi, presidente della Fondazione. Per il sindaco di Catania Enrico Trantino si tratta di “un ponte tra generazioni, uno spazio in cui il passato torna a interrogarci con forza, indicando strade di impegno e responsabilità ai ragazzi, affinché crescano nei valori della legalità, della cultura, del rispetto delle persone e delle regole della convivenza civile”.

La cultura e il “diavolo”: l’arte di Giuseppe Fava tra impegno civile, politico e intellettuale - Be Sicily Mag - Quadro Fava
Uno dei quadri di Giuseppe Fava esposti al GAM

In un post sui sul suo profilo social, il figlio Claudio Fava ha voluto ricordare la forza del lavoro del padre: “Mio padre non scriveva di mafia elencando clan e gerarchie. Raccontava il potere e le metastasi che divoravano la sua città, con una lucidità che in Italia pochi hanno saputo raggiungere”.

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L’impegno civile di Giuseppe Fava

Giuseppe Fava amava definirsi un “socialista senza tessera”. La sua vita fu segnata da un’idea chiara: l’emancipazione dei siciliani dalla violenza mafiosa poteva realizzarsi solo attraverso un’azione corale, democratica e una didattica adulta. Giornalista, scrittore, drammaturgo e artista, seppe unire linguaggi diversi per dare voce a una Sicilia che voleva liberarsi dalle sue catene, consegnando un patrimonio culturale e civile che ancora oggi continua a parlare alle nuove generazioni.

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