Dal Sudafrica alla Moldova, dal Brasile al Messico e, nel mezzo, Catania. Sbarca proprio sotto l’elefante il Concours Mondial de Bruxelles, la prestigiosa competizione enologica internazionale che, dal 16 al 19 settembre prossimi, farà tappa nel capoluogo etneo per una delle sue cinque sessioni annuali, interamente dedicata ai vini dolci, liquorosi e ossidativi.
Cinquanta giurati da tutto il mondo
Una cinquantina i componenti della giuria internazionale, tra giornalisti, importatori e sommelier provenienti da venti Paesi, che nel quartier generale dell’Hotel Nettuno – rigorosamente a porte chiuse – saranno impegnati per tre mattinate consecutive in degustazioni alla cieca. I vini in concorso verranno giudicati in categorie che comprendono semi-secco, liquoroso bianco, dolce rosso, liquoroso rosso, fortificato bianco, fortificato rosso.
Tra centinaia di etichette in arrivo da tutto il mondo, la pattuglia dei vini siciliani si preannuncia nutrita e agguerrita. A partire dal Marsala, oggi in corsa per ottenere il riconoscimento Unesco insieme a Jerez e Samos: tre perle della Sun Belt Zone, quella “fascia del sole” che corre lungo il 38° parallelo dell’Europa meridionale, dove il clima – fra luce intensa e ventilazione costante – favorisce la maturazione zuccherina delle uve.

Marsala e i fantastici 4
Ma accanto al più celebre dei vini siciliani, ci saranno anche protagonisti meno noti all’estero ma non meno carichi di fascino enologico: il Passito di Pantelleria, già nella galassia Unesco grazie all’antica pratica dell’alberello pantesco; le Malvasie delle Lipari, il Moscato di Siracusa e quello di Noto. Denominazioni che rappresentano l’orgoglio dell’enologia isolana e che – non a caso – saranno al centro delle attività collaterali promosse dai rispettivi Consorzi DOC. Tra convegni, masterclass, itinerari culturali, cene d’autore e visite in cantina, si lavora da mesi alla costruzione di un programma condiviso con Vinopres e PRC Repubbliche, per l’organizzazione logistica, e con il sostegno dell’Assessorato regionale all’Agricoltura e dell’IRVO sul piano economico.
Catania e l’Etna, capitali dei vini dolci
Per quattro giorni, Catania, l’Etna e il Sudest siciliano si trasformeranno così nella capitale mondiale dei vini dolci. “Una straordinaria occasione per la Sicilia, protagonista della scena enologica internazionale”, hanno sottolineato l’assessore regionale Salvatore Barbagallo e il direttore dell’Irvo Vito Bonsignore, durante la conferenza stampa di presentazione.
Ad aprire il calendario sarà una tavola rotonda ospitata allo spazio creativo SAL, dedicata proprio al progetto che lega Marsala, Jerez e Samos, a seguire, un focus enogastronomico incentrato sul vino simbolo della Sicilia.
Da mercoledì 17 settembre si entrerà nel vivo della competizione con rigorose sessioni di degustazione alla cieca, pensate per escludere qualsiasi influenza visiva o legata al brand. I giurati dovranno esprimere le loro valutazioni in base a criteri ben definiti: aspetto, profilo olfattivo, equilibrio gustativo, tipicità, stile e rapporto qualità/prezzo.
Opportunità per nuovi mercati
Ospitare una sessione del Concours non significa solo ambire a una medaglia o beneficiare di un giudizio tecnico di altissimo livello. Significa, soprattutto, aprire nuove strade verso mercati esteri – un passaggio quanto mai cruciale dopo l’offensiva dei dazi americani – e costruire reputazione. Il valore dell’evento va infatti ben oltre il premio: offre ai produttori un ritorno in termini di visibilità, grazie ai flussi di comunicazione generati dal concorso, ai cataloghi ufficiali, ai rapporti con buyer e stampa internazionale. Dal 1994, anno della sua nascita in Belgio, il Concours Mondial è diventato una delle principali piattaforme globali del vino: luogo di confronto tra culture enologiche, barometro delle tendenze e vetrina per le eccellenze. Proprio per questo la tappa catanese assume un significato particolare, in un anno in cui la Sicilia ha anche ottenuto da Igcat il titolo di “Regione europea della gastronomia”. È un’opportunità da non sprecare.
Oltre il calice, la scoperta del territorio e del “continente Etna”: il team del concorso visiterà i centri storici di Catania e Siracusa, le cantine Barone di Villagrande a Milo e Pupillo a Noto, salirà sul vulcano per un incontro ravvicinato con le colate laviche ancora calde.
Etna days, la DOC vulcanica si racconta
Una felice – e orchestrata – coincidenza porterà i giurati del CMB a partecipare agli Etna Days, che nella stessa settimana del Concorso porteranno sul vulcano quaranta giornalisti da tutto il mondo alla scoperta della DOC Etna. Sarà il Picciolo Golf Resort a fare da scenario al grande Walk-Around Tasting, animato da cento produttori etnei che presenteranno oltre cinquecento etichette “vulcaniche”.
Tra vigne, lava e mare, il concorso punterà i riflettori su territori, vitigni, vini spesso trascurati, eppure carichi di storia, tecnica e poesia. Vini, quelli dolci e fortificati, che sono come romanzi lunghi: richiedono tempo, pazienza, cura. E come le grandi narrazioni, lasciano un ricordo che dura.





















