L’atmosfera è quella da evento mondano e la suggestione del Castello San Marco, le fontane in cui galleggiano candele e fiori, i tavoli candidi che punteggiano il grande parco, le eleganti mise en place pronte ad accogliere le pietanze gourmet di una decina tra chef e pastry chef, sono gli elementi di uno scenario da sogno. Alle porte di Calatabiano (Catania), per la sesta volta, con “Famiglie oltre: un faro per tutti”, chef e sponsor istituzionali sono scesi in campo per una buona causa. Il sogno però è un altro. E, a fine serata, è realizzato.
“Famiglie oltre: un faro per tutti”, un sogno che prende forma
L’evento di solidarietà dello scorso 29 settembre è stato promosso dall’associazione Il Faro – Famiglie oltre la disabilità ETS. “È una serata magica – dice la presidente Claudia Condorelli – resa ancora più speciale dalla generosità di chi ha scelto di esserci. Ogni volta è come accendere un faro in mezzo alle difficoltà che le famiglie affrontano ogni giorno. E quel faro diventa più luminoso grazie a chi mette talento, tempo e passione al servizio di una causa più grande”.
“Abbiamo acquistato un terreno a Gravina di Catania – ha aggiunto – per realizzare il progetto Impara giocando, una struttura totalmente ecosostenibile, che costruiremo senza cemento, per metterla a disposizione non soltanto delle persone con disabilità ma di tutta la comunità. È un sogno che la nostra associazione ha coltivato sin dalla sua costituzione e dalla prima edizione dell’evento di solidarietà che questa sera ci vede riuniti qui per la sesta volta”.
Emozione e soddisfazione nelle parole e nei volti dei componenti dell’associazione, con sede a Sant’Agata Li Battiati, formata da famiglie con bambini speciali e normodotati, poiché già all’interno delle associazioni – affermano i soci – deve partire l’inclusione.
Chef ai fornelli per una buona causa
Accanto alla presidente per “Famiglie oltre: un faro per tutti”, ancora una volta, lo chef Luca Miuccio, coordinatore sin dalla prima edizione della brigata di cucina. “Ogni anno – spiega – costruisco una squadra di chef diversi, cercando chi ha voglia di mettersi in gioco, di condividere un pezzetto del proprio talento per una causa che ci riguarda tutti. Il menu che abbiamo proposto è ispirato alla condivisione e all’unità d’intenti, abbraccia gusti e sensibilità diverse, tra vegetarianismo e richiami ai territori più vari, in una sinfonia di sapori capace di unire la Sicilia alle Alpi”.
A brillare con la sua stella Michelin, la chef Fabrizia Meroi, del ristorante friulano Laite ma l’elenco dei protagonisti ai fornelli è lungo quanto eccellente: Pasquale Caliri, Mario Casu, Gioacchino Gaglio, Salvatore Gambuzza, Giuseppe Geraci, Natale Giunta, Simone Strano e Giuseppe Bonaccorso – quest’ultimo anche padrone di casa – hanno cucinato fianco a fianco, affiancati dai pastry chef Giuseppe Amato e Mattia Aleo, dal pizzaiolo Andrea Condorelli, dal mastro fornaio Francesco Arena e dal macellaio Gianni Giardina.
La stessa energia si respirava nel parco e tra le isole gastronomiche, dove a servire sono stati chiamati gli studenti dell’I.P.P.S.E.O.A. “G. Falcone” di Giarre, mentre i sommelier di AIS Catania – guidati da Maria Grazia Barbagallo – hanno raccontato ogni vino come una storia affascinante. Storie che si sono intrecciate anche sul palco, con lo spettacolo dell’attrice Debora Villa che ha saputo mescolare ironia e leggerezza, per poi lasciare il posto al DJ set e ai cocktail firmati ERIS Formazione. Se la disabilità è ancora, troppo spesso, un terreno in salita, serate come questa dimostrano che camminare insieme rende tutto un po’ meno faticoso.



















