Piazza San Vincenzo, cuore pulsante di Stromboli, si è trasformata per una sera in un luogo di incontro e di rivendicazione. La manifestazione organizzata dalla Pro Loco Amo Stromboli ha riunito residenti e turisti tra musica, gastronomia e momenti di riflessione. Ma, dietro l’atmosfera conviviale, si è acceso un faro — in senso letterale ma a anche simbolico — sui tanti problemi dell’isola.
Durante la serata, infatti, un fascio di luce è stato proiettato verso il vulcano: un gesto simbolico per “illuminare” le criticità che affliggono la comunità locale e richiamare l’attenzione delle istituzioni. È proprio “Iddu”, come gli isolani chiamano il vulcano, a dominare la scena e a diventare metafora delle rimostranze dei residenti.
La scarsità dei servizi essenziali
A Stromboli la vita quotidiana è una sfida continua. L’isola non dispone nemmeno di un’ambulanza: per le emergenze sanitarie, i residenti si affidano a una motoape adattata, con tutte le difficoltà che questo comporta.
Per un semplice vaccino, mamme e neonati devono salire sul primo aliscafo del mattino diretto a Lipari, sempre che le condizioni meteo e il mare lo consentano. Ma è quando piove che la paura cresce davvero: i torrenti si gonfiano e il rischio di frane e alluvioni riemerge, con la messa in sicurezza promessa e mai completata.
“Stromboli è abbandonata dall’amministrazione comunale – denuncia Rosaria Cincotta, rappresentante della Pro Loco –. Negli ultimi anni le cose sono peggiorate: i collegamenti via mare sono sempre più difficili, la sanità inesistente, la gestione dei rifiuti precaria. Lipari è troppo distante e chi amministra sei isole non può rendersi conto delle nostre esigenze”.
Stromboli diventa Comune?
Da qui nasce l’idea, ormai condivisa da molti, di staccarsi da Lipari e diventare Comune autonomo. “È l’unica soluzione – continua Cincotta –. Sappiamo che non sarà facile, ma è l’unico modo per poter vivere l’isola senza rinunciare ai servizi essenziali. Stromboli deve poter decidere per sé stessa”.
Molti residenti condividono questo sentimento, convinti che l’autonomia amministrativa rappresenti una possibilità di rinascita. “Tranne qualche nuova struttura ricettiva o qualche tratto di strada sistemato – raccontano alcuni abitanti – Stromboli è rimasta ferma nel tempo. Servono progetti, attenzione, e una visione che parta da chi qui vive tutto l’anno”.
Un faro acceso sul futuro
Il faro acceso durante la manifestazione non è quindi solo un simbolo di protesta, ma anche di proposta: una luce che punta dritta verso il vulcano e, idealmente, verso il futuro dell’isola.
Gli abitanti di Stromboli chiedono ascolto, autonomia e dignità: vogliono poter continuare a vivere sul loro territorio senza sentirsi dimenticati.
Perché, come dicono loro, “Stromboli non è solo un vulcano, è una comunità viva che chiede di essere vista”.



















