Michela Giuffrida
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Giornalista professionista, “salta” dalla televisione, alla carta stampata al web con grande agilità. Folgorata sulla via del giornalismo enogastronomico, è diventata Sommelier con la Fondazione Italiana Sommelier. Dopo un Master all’Università Sapienza di Roma, ha conseguito il diploma di Cerimonialista professionista. Insegna Comunicazione e storytelling e recentemente è entrata nella squadra di Ferpi, la Federazione Relazioni Pubbliche. Tra le sue tante passioni quella della politica che l’ha portata a Bruxelles come eurodeputato. Per i suoi meriti professionali, il presidente Giorgio Napolitano l’ha nominata Cavaliere della Repubblica.

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Doniamoci 2025, la cena dei record per la ricerca sulla fibrosi cistica

Ben 177.705 mila euro raccolti per finanziare giovani ricercatori e sostenere i pazienti: l'ottava edizione conferma il charity dinner di Giarre come il più importante d'Italia per impatto e continuità.

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Giornalista professionista, “salta” dalla televisione, alla carta stampata al web con grande agilità. Folgorata sulla via del giornalismo enogastronomico, è diventata Sommelier con la Fondazione Italiana Sommelier. Dopo un Master all’Università Sapienza di Roma, ha conseguito il diploma di Cerimonialista professionista. Insegna Comunicazione e storytelling e recentemente è entrata nella squadra di Ferpi, la Federazione Relazioni Pubbliche. Tra le sue tante passioni quella della politica che l’ha portata a Bruxelles come eurodeputato. Per i suoi meriti professionali, il presidente Giorgio Napolitano l’ha nominata Cavaliere della Repubblica.
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C’è un modo semplice e concreto per sostenere la ricerca scientifica: crederci. E fare rete. Con questo spirito, ogni anno, “Doniamoci Fundraising Dinner” conferma il primato di più importante charity dinner d’Italia per raccolta fondi, continuità e impatto.

L’edizione 2025 di “Doniamoci Fundraising Dinner”

Ventiquattromila piatti realizzati da 77 firme dell’alta cucina, tra chef e pasticceri, 17 cantine partecipanti, 90 sponsor, e 800 partecipanti che ieri si sono dati appuntamento al Parco botanico Radicepura di Giarre (Catania), per l’ottava edizione dell’evento voluto da Claudio Miceli, presidente della Fondazione che investe in un futuro più giusto per chi convive con la fibrosi cistica, e ideatore dell’evento.

Numeri da capogiro per una organizzazione perfetta, frutto del lavoro di una squadra solida e coesa che, anche quest’anno ha compiuto un piccolo miracolo: gli 800 partecipanti (con la formula a numero chiuso) hanno versato 177.705 mila euro, cifra ancora più importante, seppur di poco minore, rispetto al record dello scorso anno – 180.250 mila euro – quando però i partecipanti erano stati 1100.

La soddisfazione del presidente Claudio Miceli

“Sono veramente orgoglioso – afferma Claudio Miceli – che il nostro evento sia stato premiato a Jesolo, durante un momento voluto dalla famiglia Marzotto, che ha legato il proprio nome alle attività benefiche in favore della ricerca sulla fibrosi cistica, come la prima manifestazione italiana per la raccolta fondi in questo settore e come l’evento meglio organizzato. La prima edizione è stata nel 2015, per due anni il Covid ci ha fermato ma abbiamo raccolto finora più di 500.000 euro. Walt Disney diceva se puoi sognarlo puoi farlo e noi, grazia a una grande squadra che lavora tutto l’anno, realizziamo il nostro piccolo sogno. La ricerca deve andare avanti, noi facciamo in modo che tanti giovani ricercatori non vadano via dall’Italia che taglia i fondi alla ricerca”.

Il contributo degli chef

Raffinatissimo l’allestimento, nel giardino mediterraneo-tropicale della famiglia Faro, da sempre vicina al Doniamoci, con i banchi d’assaggio animati dalle brigate di cucina dei 52 chef coinvolti da Seby Sorbello, i 25 maestri pasticceri della CON.PA.IT, capitanati da Peppe Leotta, i sommelier dell’AIS Sicilia, guidati dalla vicepresidente regionale Maria Grazia Barbagallo e dai sei chef stellati che hanno raccolto l’appello del Fundraising.

“Il nostro apporto a questo evento – dice Francesco Patti, patron del ristorante Coria di Catania, una stella Michelin – non manca mai. Ci piace dare supporto a questa manifestazione, è un momento bello, di confronto anche per noi cuochi”.

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I progetti sostenuti

Durante la serata, presentata da Ruggero Sardo, sono stati illustrati i progetti sostenuti dall’associazione ed è stato ricordato lo scopo principale dell’evento: generare risorse per la ricerca. Il Doniamoci Fundraising Dinner ha scelto di sostenere due progetti distinti ma complementari: il Gianni Mastella Starting Grant GMSG#1/2025, promosso dalla Fondazione Italiana Fibrosi Cistica e rivolto a giovani ricercatori under 40, e il programma Case LIFC della Lega Italiana Fibrosi Cistica, comitato di Catania. Due strumenti diversi, che operano su piani paralleli: da un lato il finanziamento alla ricerca di frontiera, dall’altro il supporto diretto ai pazienti e alle loro famiglie, spesso costrette a spostarsi per affrontare la fase più delicata della malattia.

Leggi anche:  "Doniamoci", Catania a favore della ricerca sulla fibrosi cistica: la serata-evento con Michele Zarrillo

Gli ospiti e testimonial

Accanto al cuore scientifico del Doniamoci Fundraising Dinner, è forte l’anima conviviale e l’impronta musicale che ogni anno concentra nell’anfiteatro naturale di Radice Pura artisti tanto diversi quanto sempre apprezzati. È il caso dei virtuosismi, che gli hanno fatto conquistare più volte il titolo di campione del mondo, del fisarmonicista Pietro Adragna, o del miniconcerto del cantautore Michele Zarrillo, guest star dell’edizione 2025, che quest’anno ha raccolto il testimone da Nicola Piovani e Mario Biondi, tra i testimonials delle scorse edizioni.

“È un momento difficile per il mondo e riuscire a fare il proprio mestiere – dice Michele Zarrillo – dando un contributo a chi si impegna per la salute altrui fa un po’ sentire – fatte le dovute proporzioni – come quei ragazzi che si imbarcano, rischiando la vita, per aiutare chi ha bisogno. La ricerca è importante – continua il cantautore – e io credo che se i cittadini fanno il loro dovere, pagando le imposte e contribuendo al fabbisogno delle casse istituzionali anche le istituzioni devono rispondere sui fabbisogni dei cittadini”.

Al di là della musica, del buon cibo e delle parole, il senso della serata resta scritto nei numeri, nelle storie dei pazienti, e nel lavoro quotidiano di chi, dietro le quinte, si dedica con costanza alla catalizzazione delle risorse in supporto alla ricerca, dimostrando che la società civile può fare molto, quando sceglie di non restare a guardare.

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