Una competizione automobilistica simbolo di prestigio per la Sicilia e che da decenni vede auto storiche e moderne sfidarsi per il campionato italiano: è la Targa Florio, uno degli appuntamenti più amati per gli appassionati dei motori siciliani e non solo. Con due tappe e poco meno di 600 chilometri di distanza, la Targa Florio si svolgerà in tre giorni tra la provincia di Trapani e le Madonie, con un’atmosfera pronta ad esaltare piloti e spettatori.
Il ritorno della Targa Florio
Nata nel 1906, la Targa Florio Classica torna in due tappe: la prima, Sulle Strade delle Saline, porterà gli equipaggi verso Marsala, lo Stagnone e le Cantine Florio; la seconda, tra i tornanti delle Madonie, omaggerà Ninni Vaccarella, tre volte vincitore della Targa, recentemente scomparso, con una prova speciale a lui dedicata. La partenza è prevista giovedì 16 ottobre da piazza Verdi, nel cuore di Palermo, con quartier generale al Marina Yachting. Domenica 19, a gara conclusa, è prevista una tappa facoltativa verso Monreale.
Organizzata dall’Automobile Club d’Italia e dall’AC Palermo, con il supporto della Regione Siciliana, la gara è stata presentata a Roma nella sede dell’Aci alla presenza del commissario straordinario Tullio Del Sette, del sub-commissario Giovanni Tombolato, del presidente eletto Geronimo La Russa e del presidente dell’Automobile Club di Palermo Angelo Pizzuto.
“Continuate la mia opera perché l’ho creata per sfidare il tempo.” È questa la dichiarazione di Vincenzo Florio, colui che creò la sfida automobilistica più antica d’Italia. Imprenditore palermitano, fu uno dei pionieri delle gare automobilistiche, che nei primi anni del ‘900, erano delle vere e proprie novità, essendo delle tecnologie del tutto nuove e ancora da scoprire. La Targa Florio entrò subito nella leggenda per le enormi difficoltà insite nella durezza del tracciato al punto che, specialmente nei primi anni, anche il solo riuscire a completare la corsa significava compiere un’impresa titanica




















