L’autunno in Sicilia profuma di foglie bagnate, umidità e sottobosco. È la stagione dei cercatori di funghi, di chi all’alba indossa gli scarponi e parte col cestino di vimini per godersi il silenzio delle montagne e il fascino antico della raccolta. Ma attenzione: la ricerca dei funghi non è un gioco e chi non conosce le regole rischia di pagarla cara, con sanzioni che possono arrivare fino a 2.500 euro.
Divieti per la raccolta di funghi in Sicilia: le regole e le sanzioni
In Sicilia, come nel resto d’Italia, la raccolta dei funghi è regolamentata da norme regionali (legge 23 agosto 1993, n. 352; legge regionale 1° febbraio 2006) che tutelano l’ambiente, la biodiversità e la salute pubblica. Ignorare queste disposizioni può trasformare una tranquilla passeggiata nel bosco in una brutta sorpresa: tra multe salate e confisca del raccolto. Ecco dunque i principali divieti da conoscere prima di andare a caccia di funghi tra le montagne siciliane.
Mai senza tesserino
Per poter raccogliere funghi serve sempre il tesserino nominativo regionale. Il tesserino amatoriale, del costo di 30 euro, permette di raccogliere fino a 4 kg di funghi al giorno, mentre quello professionale, a 100 euro, consente un limite giornaliero di 12 kg. Raccogliere funghi senza tesserino, anche in piccole quantità, può comportare sanzioni da 50 fino a 300 euro nei casi di recidiva.
Niente raccolta di notte
I funghi si raccolgono solo con la luce del giorno. La raccolta notturna è vietata, sia per motivi di sicurezza che per tutela dell’ambiente.
Aree vietate: attenzione ai confini
Non tutti i boschi sono accessibili. È vietato raccogliere funghi:
- nelle riserve naturali integrali;
- nei parchi nazionali e regionali e nelle riserve naturali, salvo autorizzazione;
- nelle aree interdette per motivi silvocolturali o ambientali;
- nelle zone di particolare valore scientifico o naturalistico;
- nei giardini e terreni privati (a meno che non si sia i proprietari);
- nelle aree ex discariche o industriali;
- e nelle aziende faunistico-venatorie, tranne nei giorni di silenzio venatorio, ovvero nei giorni di divieto di caccia.

Vietate le riserve a pagamento
In Sicilia la natura non si monetizza: è vietato istituire riserve private dove si paga per raccogliere funghi. È proprio così che si rischia di incappare nelle multe più costose. Chi infrange questo divieto rischia infatti da 500 fino a 2.500 euro di multa.
Modalità di raccolta scorrette
Funghi troppo piccoli o immaturi vanno lasciati sul posto: non si possono raccogliere né vendere ovuli di Amanita caesarea chiusi o funghi sotto i limiti di diametro regionali. Inoltre, strumenti invasivi come rastrelli e zappette sono vietati perché danneggiano il micelio, cioè l’apparato vegetativo del fungo che si sviluppa nel terreno permettendone la ricrescita. Proprio per questo, il suolo va lasciato intatto, salvo lavori agricoli con obbligo di ripristino.
Vietato distruggere i funghi
Anche quelli non commestibili fanno parte dell’equilibrio del bosco. Romperli o calpestarli volontariamente non è un solo un gesto vietato, ma è anche irrispettoso verso la natura.
No alla plastica
I funghi vanno raccolti e riposti in cestini o contenitori aerati, meglio se in vimini o in altre fibre naturali, che permettono la circolazione dell’aria e la dispersione delle spore, favorendo così la ricrescita. I sacchetti di plastica, invece, sono assolutamente da evitare: trattengono l’umidità, fanno deteriorare rapidamente i funghi e impediscono la diffusione naturale delle spore nel bosco.


















