Un incontro tra realtà diverse come punto di partenza, un insieme di azioni condivise come obiettivo finale: prende il via a Palazzo Steri, a Palermo, il convegno “Migrazioni e Università. Per una Carta degli officia. Quel che è giusto fare. Come è giusto fare”. Tre giorni di riflessioni e proposte concrete per affrontare, con approccio multidisciplinare, una delle questioni più complesse e sensibili del nostro tempo.
L’iniziativa è promossa dal Centro di ateneo “Migrare”, con il coinvolgimento di accademici, rappresentanti istituzionali, associazioni e persone con esperienze dirette di migrazione. Quattro le sessioni previste: due giornate di lavori a Palazzo Steri e, sabato, una giornata di studio al Borgo Danilo Dolci di Trappeto, dedicata a una domanda fondamentale: come costruire pace?
Migrazioni come risorsa, non come emergenza
La visione proposta dal convegno punta a un cambio di paradigma: guardare alle migrazioni come a un fenomeno strutturale e generativo, non emergenziale. La collaborazione tra università, scuole e territorio diventa così una leva per promuovere cultura, diritti e coesione sociale.
L’impegno dell’Università di Palermo
Ad aprire i lavori è Ada Florena, prorettore alla Vivibilità, al Benessere lavorativo e alla Terza missione: “L’Università di Palermo ha una vocazione e una tradizione importante nel campo della terza missione, ovvero tutte quelle attività rivolte al territorio che acquistano sempre più valore come diffusione di conoscenze, impatto sociale e divulgazione di buone prassi: la posizione del nostro ateneo al centro del Mediterraneo ci rende un sito e una struttura cruciale nelle politiche verso le popolazioni migranti. A livello di azioni concrete abbiamo già da tempo un ambulatorio per la medicina delle migrazioni e adesso, con il centro ‘Migrare’, l’obiettivo è non solo portare avanti politiche in campo medico e legale, ma anche agire insieme al territorio: questo significa coinvolgere sia le scuole che gli altri atenei, perché i veri risultati si ottengono se si fa rete“
La Carta degli Officia: un impegno comune
Il cuore del convegno è la Carta degli Officia, un documento che si propone di trasformare i principi in pratiche condivise. L’obiettivo è creare una rete di università e istituzioni di ricerca capaci di agire in modo coordinato, superando la logica degli appelli per abbracciare quella della responsabilità individuale e collettiva.
Il direttore del centro Migrare, Aldo Schiavello, spiega: “proporre alle altre Università quello che possiamo fare rispetto alla questione lungo tre direttrici principali: ricerca, didattica e terza missione, cioè la ricaduta sul territorio delle politiche e degli studi che vengono fatti all’Università. L’obiettivo è mettere a sistema le buone pratiche del nostro ateneo insieme ad altri, sia italiani che europei: l’idea di fondo è che le migrazioni non devono essere viste come un problema, ma come una risorsa; il tema va declinato sotto l’aspetto dei diritti umani e del loro rispetto da parte di tutti gli individui“



















