Tante novità in arrivo con la riforma dell’esame di maturità 2026. Per gli oltre 500 mila maturandi del prossimo anno, le nuove norme volute dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, introducono diversi cambiamenti. La manovra è ormai ufficiale, dopo l’approvazione definitiva del Decreto Legge 127 da parte di entrambi i rami del Parlamento, con un vaglio che ha confermato le proposte dell’esponente del Governo di Giorgia Meloni. Prima tra tutte, il ritorno alla storica denominazione.
Il contenuto del DL 127
Per evitare errori di interpretazione, è innanzitutto importante precisare che la riforma interviene su più ambiti. Tra questi ad esempio i cambi di indirizzo, la formazione scuola-lavoro e i viaggi d’istruzione. Gli aspetti più rilevanti e che stanno destando maggiore clamore riguardano però proprio l’esame di Maturità 2026.
Come cambia la Maturità nel 2026
Le novità della riforma dell’esame di Maturità 2025 riguardano principalmente le prove. Le due prove scritte – il tema e quella sulla materia di indirizzo, con la scelta delle discipline confermata entro il 31 gennaio – rimangono invariate. Il momento più temuto, quello dell’orale, sarà invece limitato a quattro discipline, che il Ministero dell’Istruzione e del Merito individuerà a gennaio, insieme a quella della seconda prova scritta.
Le commissioni saranno composte da cinque membri: due interni, due esterni e il presidente. Un numero ridotto rispetto ai sette precedenti. Il programma d’esame, ridotto e più mirato, riguarderà soltanto le quattro discipline individuate annualmente dal Ministero, con l’obiettivo di favorire un approfondimento più consapevole ed evitare la dispersione di un colloquio eccessivamente ampio.
Per quanto riguarda le valutazioni, all’orale il bonus di tre punti potrà essere assegnato solo a chi conseguirà un voto compreso tra 90 e 97. Inoltre, rispetto al decreto legislativo 62/2017, viene introdotta l’obbligatorietà di partecipare attivamente a tutte le prove scritte e orali. La cosiddetta “scena muta” comporterà quindi la bocciatura, per garantire un giudizio completo e coerente del percorso dello studente. La valutazione complessiva terrà comunque conto dei crediti scolastici maturati nel triennio, che incideranno sul voto finale.
Non resta quindi che augurare un in bocca al lupo ai prossimi maturandi, che affronteranno il nuovo esame di maturità sotto le regole della riforma.


















