Il 2 aprile 1985, a Pizzolungo, frazione costiera di Erice, si consumò una delle più terribili stragi mafiose della Sicilia. Vittima designata dell’attentato doveva essere il giudice Carlo Palermo. Lo stesso e gli uomini della sua scorta rimasero però illesi. Nell’attentato invece morirono tre innocenti, che si trovavano nel posto sbagliato nel momento sbagliato: una mamma Barbara Rizzo Asta ed i suoi due figli gemellini Salvatore e Giuseppe, che stavano andando come ogni mattina a scuola. Sul luogo dell’attentato, denominato “Parco della memoria”, una stele ricorda oggi queste vittime innocenti.
Ma non è l’unica iniziativa commemorativa. Lunedì 3 novembre a Trapani, in uno spazio simbolico di fronte alla Questura ed alla Sede del Libero consorzio provinciale, si è tenuta infatti la cerimonia di inaugurazione dell’opera dell’artista Massimiliano Errera dal titolo Flowers (Rinascita). Tre gigli colorati spuntano fuori dai resti della carcassa dell’auto blindata, una fiat 131, che venne sventrata nell’attentato stesso.
L’inaugurazione di Flowers
Presenti alla cerimonia di inaugurazione dell’opera Flowers (Rinascita) il sindaco di Trapani, nonché altre autorità religiose e civili e Margherita Asta, figlia di Barbara e sorella dei fratellini uccisi. Dopo il momento dello svelamento dell’opera e gli interventi, presso la Sala Sodano in Comune si è tenuta poi la seconda parte dell’evento, con l’intervento in video conferenza del Giudica Carlo Palermo.
L’artista Massimiliano Errera, visibilmente emozionato, ha voluto ringraziare tutti coloro i quali hanno reso possibile la posa dell’opera. “La ruggine non va nascosta, come disse Carlo Palermo. Questa macchina 40 anni fa è saltata in aria. È brutta, certo. Deve essere brutta. Era stata per anni abbandonata. Quando l’ho vista era nuda e cruda, senza un velo davanti, com’è stato l’attentato di 40 anni fa, nudo e crudo. Va vista così. Dalla distruzione – ha concluso – nascono dei gigli colorati che non sono altro che le tre vittime dell’attentato, non dobbiamo mai girarci dall’altro lato, perché quest’attentato ha lasciato un segno profondo sulla storia di Trapani”.




















