L’aeroporto di Comiso sta vivendo settimane da record. A pochi giorni dall’avvio della continuità territoriale – attiva dal 1° novembre – lo scalo ragusano registra un boom di passeggeri che conferma la scommessa del governo regionale e apre scenari nuovi per la mobilità nel Sud-est siciliano.
Un avvio sopra le aspettative
Le prime due settimane parlano chiaro: 10 mila passeggeri hanno già volato sulle rotte da e per Milano e Roma, con il collegamento verso Linate praticamente full (riempimento al 99%). E l’interesse non si ferma: oltre 30 mila biglietti risultano già venduti per le prossime settimane.
Numeri che hanno spinto il vettore Aeroitalia a manifestare l’intenzione di valutare rotazioni aggiuntive sulla tratta Comiso–Milano Linate–Comiso. Intanto, la Regione ha avviato un potenziamento del trasporto pubblico locale per facilitare l’accesso allo scalo.
«Siamo orgogliosi di questo risultato – afferma il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – perché dimostra la bontà del nostro investimento su un’infrastruttura centrale per il territorio e per l’intero sistema aeroportuale regionale».
Investimenti e nuove opportunità
Nel frattempo, da Bruxelles è arrivato il via libera al piano di sviluppo per il “Pio La Torre”: 47 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione, destinati ad ampliamenti e interventi strategici, con un focus particolare sull’area cargo, considerata decisiva per rivoluzionare la logistica del Sud-est.
L’assessorato delle Infrastrutture ha inoltre pubblicato la manifestazione d’interesse per attivare due nuove rotte, con destinazioni ancora da definire, mentre vengono potenziati i collegamenti da Ragusa, Agrigento e Gela.
«Quando la visione è chiara, i territori rispondono – sottolinea l’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò –. La continuità territoriale è uno strumento di sviluppo sociale ed economico, e i risultati di Comiso lo confermano».
Uno scalo che torna a pesare sul territorio
Il successo di queste prime settimane segna un passaggio importante per uno scalo che negli ultimi anni ha vissuto fasi altalenanti. Oggi Comiso sembra pronto a diventare uno dei motori della mobilità siciliana, con un ruolo crescente nel collegamento tra l’isola e il resto del Paese.
La Regione punta ora a consolidare questa tendenza, forte di un modello che – numeri alla mano – sta riportando al centro un’infrastruttura chiave per il Sud-est.






















