“Lo sport nobile”, è chiamato così il pugilato, uno sport che richiede tuttora un mix di forza fisica, agilità, intelligenza tattica e disciplina. In Sicilia, i giovani si interfacciano a questo sport, spesso con il supporto dei genitori: è questa la storia di Gregorio De Lorenzo, ragazzo di 14 anni capace di vincere il campionato regionale siciliano e di conquistare un bronzo ai campionati italiani. A parlare dell’esperienza in questo sport a BE Sicily Mag è stata la madre Nicoletta Lipari.
Gregorio De Lorenzo e il rapporto scuola-sport
Il rapporto tra giovani e sport è fondamentale per riuscire a stare in forma, ma anche per sviluppare dei principi educativi che poi vengono portati avanti sino all’età adulta. Gregorio De Lorenzo, allenato dal maestro Benito Cannata presso la Suprema Boxe di Palermo e tesserato FPI presso la Box Team Tranchina non ha iniziato con il pugilato: “All’inizio faceva kickboxing, ma cercava un’attività con più contatto e così ha deciso di provare il pugilato – dichiara la madre Nicoletta Lipari – ha iniziato ad allenarsi nella palestra sotto casa, in Via Libertà, e lì si è appassionato subito. Lo hanno notato immediatamente perché era particolarmente portato.”
“Nell’arco di un anno ha iniziato a fare incontri, è entrato nel circuito agonistico, ha partecipato e vinto il campionato regionale a Palermo per poi partecipare e conquistare il bronzo ai campionati italiani svoltisi a Roseto degli Abruzzi dal 13 al 16 novembre”.
Il pugilato è però uno sport molto faticoso e con allenamenti intensi e che soprattutto in un’età in cui la formazione scolastica è fondamentale toglie tanto tempo allo studio. “Serve sicuramente molta attività cardio: è un allenamento intenso, impegnativo, niente affatto leggero – continua Nicoletta -. Tornano a casa distrutti. Poi c’è tutta la parte tecnica, fondamentale per imparare a colpire nella maniera corretta, nel rispetto delle regole. È uno sport disciplinato, infatti anche i giovanissimi si allenano ogni giorno.”
“Quest’anno mio figlio ha iniziato il liceo ed ora entrerà anche nel programma Studente-atleta riconosciuto dalla scuola che frequenta, il liceo scientifico Cannizzaro di Palermo: è un percorso dedicato a chi ha risultati agonistici e prevede un piano formativo personalizzato. La scuola agevola questi studenti, dà la possibilità di giustificare le assenze per le gare e recuperare verifiche e compiti.”

L’apporto dei genitori nella crescita del figlio
Lo sport agonistico richiede dunque tanto impegno e costanza, ma soprattutto un grande supporto da parte dei genitori. “Mio figlio è veramente entusiasta di questo percorso, vuole migliorare sempre di più, vuole puntare all’oro. Ciò che consiglio ai genitori nella mia stessa situazione è di dare fiducia ai ragazzi, ma senza perdere di vista lo studio – afferma la madre di Gregorio – . È fondamentale seguirli e aiutarli a non trascurare la scuola, che resta la priorità. Allo stesso tempo bisogna supportarli e sostenerli: per loro è importante.”
“Gli istruttori sono molto chiari: vietano assolutamente di usare le tecniche apprese al di fuori del ring. Al contrario di quanto spesso si crede, il pugilato non accetta la violenza nella vita quotidiana. La disciplina in questo sport è tutto, i colpi infatti si danno solo sul ring, mai fuori” conclude Lipari.





















